Ocse, effetto Draghi sul Pil: +4% nel 2022, meglio di Francia e Germania. Ma dipenderà dai vaccini

Ocse, effetto Draghi sul Pil: +4% nel 2022, meglio di Francia e Germania. Ma dipenderà dai vaccini
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Mercoledì 10 Marzo 2021, 14:39

L'Ocse vede rosa per l'Italia: il Pil nel 2021 crescerà del 4,1% e nel 2022 segnerà un +4%, valore al di sopra della media europea, superiore a Francia e Germania, e in linea con la media globale. È l'effetto Draghi, il cui programma politico viene considerato dall'organismo «il meglio che si possa raccomandare». I risultati e l'avverarsi stesso delle stime, sottolinea comunque l'Ocse, dipenderanno molto dalla effettiva riuscita dei piani vaccinali sui cui l'Europa, è l'appunto, «non è abbastanza efficace» e ciò rappresenta il «maggiore rischio per l'economia».

Rivisto al rialzo il Pil globale che dovrebbe attestarsi al +5,6% nel 2021 e al +4% nel 2022. Nell'eurozona, invece, l'Osce prevede una crescita del 3,9% nel 2021 e del 3,8% nel 2022. L'Italia vanta stime migliori e, nel dettaglio, quelle relative al 2022 sono superiori ai dati di Germania e Francia: la prima è accreditata rispettivamente di un +3,7% (+3% nel 2021), la seconda a +3,8% (5,9% nel 2021). La Spagna fa meglio dell'Italia: +5,7 e +4,8%. «Il governo Draghi vuole concentrarsi sulla campagna di vaccinazione, è in ogni caso ciò che hanno detto. Vogliono anche un piano di rilancio verde e digitale e vogliono riformare il settore pubblico affinché sia più efficace. Credo che non si possa far meglio in materia di raccomandazioni. È ciò che diciamo all'Italia da anni», ha detto la capoeconomista dell'Ocse, Laurence Boone, durante la conferenza stampa di presentazione dell'Interim Economic Outlook a Parigi.

Vaccini, monito alla Ue

Le prospettive economiche globali, scrive l' Ocse, sono migliorate notevolmente negli ultimi mesi, spinte dalla «graduale diffusione di vaccini efficaci, annunci di ulteriore sostegno fiscale in alcuni paesi e segnali che le economie stanno affrontando meglio le misure per abbattere il virus». E tuttavia, avverte l'organismo internazionale con sede a Parigi, permangono «rischi considerevoli». «Un progresso più rapido nella diffusione del vaccino in tutti i paesi permetterebbe di rimuovere più rapidamente le restrizioni e aumentare la fiducia e la spesa. I lenti progressi nell'introduzione dei vaccini e l'emergere di nuove mutazioni virali resistenti ai vaccini esistenti comporterebbero una ripresa più debole, maggiori perdite di posti di lavoro e più fallimenti aziendali»

«Il rischio piu importante» per la ripresa dell'economia «sarebbe un piano di vaccinazione troppo lento», ha spiegato Boone. «Non vaccinare abbastanza rapidamente rischia di bloccare i piani di rilancio», ha avvertito, agigungendo che diversi Paesi non torneranno ai livelli di crescita pre-pandemia prima di fine 2021-2022. «Quello che diciamo è che l'Europa non è abbastanza efficace sui vaccini: bisogna produrre molto piu velocemente», ha aggiunto.

Il tasso di disoccupazione nella zona Ocse è rimasto stabile, al 6,8%, nel gennaio 2021, annuncia l' Ocse precisando che il dato resta 1,6 punti percentuali al di sotto del livello osservato nel febbraio 2020, quando la pandemia da Covid-19 non aveva ancora colpito il mercato del lavoro. A gennaio 2021, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile anche nella zona euro, all'8,1%, per il terzo mese consecutivo, 0,8 punti percentuali al di sotto del livello del febbraio 2020. Nei Paesi dell'euro, i cali più sostanziali, di 0,2 punti o più, si sono registrati in Belgio, Olanda e Spagna, mentre aumenti di 0,2 punti percentuali o più sono stati osservati in Lettonia, Lituania, Portogallo e Repubblica slovacca. Per l'Italia, il dato di gennaio non è disponibile mentre a dicembre era del 9%. 

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