Obbligo pos, sul tetto di 60 euro il governo frena in attesa di Bruxelles

Giorgetti in contatto con la Ue per evitare contestazioni sull'obiettivo anti-evasione previsto dal Pnrr

Obbligo pos, il governo prende tempo sulla soglia di esenzione a 60 euro: «Ne stiamo parlando con l'Ue»
di Gabriele Rosana
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Lunedì 28 Novembre 2022, 17:16 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 12:32

La fuga in avanti del governo sulle esenzioni dall’obbligo di pagamento elettronico per gli importi al di sotto dei 60 euro va a sbattere contro il muro di Bruxelles. E contro il contenuto di uno dei target del Pnrr italiano in materia di contrasto all’evasione fiscale, il cui raggiungimento ha contribuito a sbloccare la scorsa tranche di 21 miliardi di euro per il nostro Paese. Tra le questioni lasciate in sospeso dalla corsa per chiudere il testo della manovra finanziaria, che oggi approda in Parlamento, quella relativa alle soglie entro le quali gli esercizi commerciali non sono tenuti ad accettare la carta è finita dritta sotto la lente d’ingrandimento dei tecnici della Commissione europea. Tanto che nelle ultime ore il ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti è stato impegnato in contatti serrati con l’esecutivo Ue sul perimetro della disposizione, e sulle eventuali implicazioni di tali deviazioni rispetto all’obiettivo (già raggiunto) di rendere effettive le sanzioni contro gli esercenti commerciali che rifiutino l’utilizzo del Pos, come messo nero su bianco dal Recovery Plan italiano predisposto dal governo Draghi. Era stato proprio il precedente esecutivo a rendere effettivo l’obbligo di ricorso ai pagamenti elettronici (in vigore da anni, ma solo in via teorica), prevedendo apposite multe in caso di rifiuto di Bancomat, carta di credito o di debito per qualsiasi tipo di importo.

La decisione

Ecco, la scelta di tornare indietro, con una tolleranza di fatto per le transazioni fino a 60 euro (che ha raddoppiato l’iniziale ipotesi, prevista in una prima versione della manovra, che si limitava ai pagamenti di 30 euro al massimo) porterebbe con sé più di qualche problema con Bruxelles e sul fronte Pnrr. E questo spiega il filo diretto tra palazzo Berlaymont e via XX settembre per esaminare da vicino e in via preliminare il provvedimento. Ben prima, cioè, della valutazione formale che la Commissione europea farà della legge di bilancio e che Bruxelles illustrerà solo tra alcune settimane, o della visita della delegazione di tecnici dell’esecutivo Ue che - guidata dalla numero uno della task force Recovery - questa settimana farà tappa a Roma per confronti ravvicinati sul contenuto della manovra. Ma sulle deroghe al Pos il governo vuole agire subito ed evitare incomprensioni con l’Europa. «Degli esiti delle interlocuzioni con la Commissione sul tema delle soglie al di sotto delle quali gli esercizi commerciali non sono obbligati ad accettare pagamenti con carta - ha fatto sapere ieri palazzo Chigi in una nota - si terrà conto nel prosieguo dell’iter della legge di bilancio», cioè già durante il passaggio del testo alle Camere. «Vedremo, discuteremo, non è la fine del mondo», ha detto a sera, parlando a Radio1, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, pur confermando la volontà di «avere un atteggiamento diverso verso le piccole imprese, che vengono da due anni di pandemia e adesso fanno i conti con il caro-bollette».

 

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