Nadef, al nuovo governo tesoretto da 9 miliardi: nel 2022 il deficit più basso libera risorse per dicembre

Nadef, al nuovo governo tesoretto da 9 miliardi: nel 2022 il deficit più basso libera risorse per dicembre
di Andrea Bassi
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Giovedì 29 Settembre 2022, 07:22

L'eredità di Mario Draghi al nuovo governo è un tesoretto di 9 miliardi di euro. Quanto basta sicuramente, per iniziare la navigazione in acque più tranquille del previsto. Il prossimo inquilino di Palazzo Chigi potrà subito mettere mano, come del resto preannunciato, ad un decreto contro il caro bollette per prorogare per il mese di dicembre il bonus da 150 euro per dipendenti e pensionati, e gli sconti fiscali alle aziende alle prese con gli aumenti esponenziali del costo di luce e gas. La novità emerge tra le pieghe della Nadef, la Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, approvato ieri dal consiglio dei ministri. Si tratta dell'ultimo documento di finanza pubblica firmato dal governo Draghi e dal ministro dell'Economia Daniele Franco. Il tesoretto è frutto di un'economia che, quest'anno, è andata meglio del previsto. Lo scorso aprile, il governo aveva previsto una crescita del 3,1 per cento.

L'economia invece, si è dimostrata più dinamica. L'anno si chiuderà con un prodotto interno lordo più alto del 3,3 per cento rispetto allo scorso anno. Ma la notizia migliore riguarda il deficit. Ad aprile il governo aveva stimato che il 2022 si sarebbe chiuso con un indebitamento del 5,6 per cento del Pil. La nota di aggiornamento approvata ieri dal consiglio dei ministri, abbassa la stima al 5,1 per cento. Mezzo punto percentuale in meno, vale a dire 9 miliardi di margine rispetto a quanto stimato soltanto sei mesi fa. Il nuovo governo dunque, avrà gioco facile a riportare l'asticella al 5,6 per cento già accettato dalla Commissione europea come livello di indebitamento per quest'anno, avendo in questo modo subito a disposizione una dote, appunto, di 9 miliardi da spendere per le proprie politiche. La coalizione di centro-destra che ha vinto le elezioni, ha già annunciato la volontà di usare tutte le risorse disponibili per alleviare famiglie e imprese dall'aumento dei costi dell'energia. E un tesoretto nei conti ci sarà anche il prossimo anno. Per il 2023, il governo uscente ha previsto un miglioramento del deficit di 0,5 punti, dal 3,9 previsto dal Def di aprile al 3,4 previsto dalla Nota di aggiornamento. Dunque anche la manovra di bilancio del prossimo anno potrà contare su una dote di partenza di altri 9 miliardi. In tutto, insomma, ci sono 18 miliardi disponibili. E questo nonostante le previsioni del governo si siano fatte più cupe per il prossimo anno. Come anticipato dal Messaggero di lunedì 26 settembre, la crescita del 2023 è stata abbassata dal 2,4 per cento allo 0,6 per cento.

LA PRUDENZA

Una stima considerata dal governo prudente, ma che potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso se si verificassero alcuni scenari avversi, come una interruzione totale delle forniture di gas russo a partire dal mese di ottobre. In questo caso l'economia italiana potrebbe finire in stagnazione, con una crescita vicina allo zero. A dare ossigeno ai conti pubblici è soprattutto l'inflazione. L'asticella per quest'anno è stata alzata al 6,6 per cento e al 4,5 per cento il prossimo anno. Scende invece il debito pubblico. Quest'anno sarà al 145,4 per cento (dal 150,3 per cento del 2021), più basso della stima di aprile (146,8 per cento). Il prossimo anno calerà ancora al 145,4 percento, per poi arrivare al 139,3 per cento nel 2025.

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Per spingere il Pil, ha spiegato Franco nella relazione che accompagna la Nota di aggiornamento del Def, sarà necessario spendere bene e in fretta, i soldi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. In realtà quest'anno, si legge nel documento, sono stati utilizzati 21 miliardi, meno di quanto preventivato. Restano da spendere 170 miliardi in tre anni e mezzo. Più che correre, sarà necessario mettere le ali ai piedi.

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