Moody's boccia l'Italia: cosa succederà lunedì sui mercati

Sabato 20 Ottobre 2018
(Teleborsa) - Lunedì mattina, 22 ottobre 2018, tutti i riflettori saranno puntati sullo spread. Il differenziale tra il BTP italiano e il Bund tedesco rappresenta, infatti, la percezione che gli investitori hanno sulla solvibilità di un Paese, quanto sia alto il pericolo di default di un Paese. Cosa accadrà dopo la bocciatura di Moody's al rating sovrano dell'Italia? Le dichiarazioni dei nostri politici saranno sufficienti a tenere a bada le paure degli investitori?

A preoccuparsi sono in molti, visto che lo spread ha già raggiunto i massimi da cinque anni. In particolare il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ricorda che "lunedì mattina si riaprono le fabbriche e lo spread che aumenta diventa un problema di tasso di interesse per le imprese e le famiglie italiane. Lo spread è una tassa indiretta e bisogna fare attenzione sia alle dichiarazioni sia al merito". Boccia ha chiesto al Governo di rivedere la Manovra che "è ancora correggibile a nostro avviso, ma i tempi sono stretti. La Manovra va cambiata e valutata in termini di crescita".

Sulla recente impennata dello spread s'interroga anche il vicepremier Matteo Salvini: "ditemi se è normale che nell'arco della stessa giornata lo spread salga e scenda di 40 punti, non è la signora Maria che va a ritirare i BOT dall'ufficio postale, è evidentemente una manovra speculativa da parte di qualcuno che vuole portarsi via le ultime aziende sane italiane rimaste e non glielo permetteremo".

Seriamente preoccupato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, spiegando che "se le agenzie di rating abbassano ancora di un altro livello la valutazione del nostro Paese la BCE non può più acquistare titoli di Stato. Questo rappresenterebbe un vero disastro per la nostra economia, a gennaio finirà anche il Qe. In più c'è il messaggio negativo agli investitori: abbiamo detto stanno fuggendo dall'Italia investitori europei ed extra-europei. C'è grande paura nel mondo finanziario americano di una possibile volontà italiana di uscire dall'euro, questa è una preoccupazione che c'è, nonostante le smentite ufficiali, perché serpeggia ancora tra autorevoli rappresentanti della maggioranza questa idea. Oggi uscire dall'euro sarebbe un suicidio. L'Italia ha bisogno di persone serie e determinate, non abbiamo bisogno di urlatori, di finti pugili che rischiano di andare ko al primo round".

Lancia un allarme anche il presidente dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI), Antonio Patuelli. "L'ulteriore crescita dello spread peggiora le prospettive degli equilibri dei conti pubblici e complica le attività produttive tutte e gli investimenti delle famiglie e delle imprese. Non si può rimanere indifferenti - sottolinea Patuelli - di fronte alla ulteriore crescita dello spread e non ci si deve abituare a ciò' che spingerebbe l'Italia indietro rispetto alla ripresa. Pertanto auspichiamo un più costruttivo confronto fra Autorità italiane ed europee per superare questo clima dannoso all'economia".

Non ci resta che attendere lunedì per sapere cosa accadrà sui mercati finanziari, ma lunedì 22 ottobre 2018 rappresenta anche il termine ultimo per l'Italia per rispondere alla lettera della Commissione Ue sulla Manovra di bilancio, dalla quale dipende una possibile bocciatura definitiva da parte di Bruxelles che provocherebbe altri seri problemi al nostro Paese. Va ricordato poi che il 26 ottobre, sarà l'agenzia di rating S&P a dover esprimersi sul rating dell'Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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