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Micro-tasse, c'è lo stop: risparmi per Stato e famiglie. Ecco tutti i prelievi che verranno cancellati

Valgono 100 milioni di gettito totale ma il recupero costa dieci volte di più

Fisco, stop alle micro-tasse: risparmi per Stato e famiglie. Ecco tutti i prelievi che verranno eliminati
di Michele Di Branco
4 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Luglio 2022, 00:25

Addio alla tassa sui biliardi e sui flipper. Con il dichiarato obiettivo di spostare risorse pubbliche ed energie su altre imposte, più remunerative per lo Stato e meno incomprensibili per i contribuenti costretti a pagarle. Governo a un passo da una prima sforbiciata di micro-tasse. Nella riforma fiscale che la maggioranza, con grande fatica, ha avviato, figura infatti un paragrafo dedicato alla semplificazione che prevede «Cancellazione di tributi minori». L’obiettivo che l’esecutivo vorrebbe raggiungere è quello di eliminare «micro prelievi (imposte, tasse, diritti) erariali e territoriali, introdotti nel tempo».

Secondo i dati raccolti nel lungo ciclo di audizioni tenute nei mesi scorsi dalle due Commissioni Finanze di Camera e Senato, si tratta di prelievi che complicano il sistema fiscale e allo stesso tempo, più che produrre vero gettito per le casse dello Stato, finiscono per tradursi in costi gestionali più elevati in termini di accertamento e riscossione. Un gettito che, sommate tutte le poste non supera mai lo 0,1% del totale del gettito delle entrate statali e non più dello stesso 0,1% per gli incassi di Regioni e Comuni. 

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I BALZELLI TAGLIATI

In attesa della riforma fiscale, la maggioranza (con Italia Viva e Lega in pressing sugli altri partiti) ha individuato nel ddl Semplificazioni, nei prossimi giorni all’esame della Camera, il canale giusto per un primo taglio di alcune imposte. Nel mirino, in particolare, sono finite quattro tipologie: imposta sugli intrattenimenti, tasse di pubblico insegnamento, tasse di istruzione superiore e diritti di licenza dovuti per leggi su fabbricazione e consumo. Un pacchetto di balzelli che vale 100 milioni di gettito ma che, tra costi di gestione, contrasto all’evasione e spese amministrative, impegnano un miliardo di risorse pubbliche. Soldi che, liberati, potrebbero essere dirottati dall’amministrazione su altre, e più produttive, attività fiscali. 

La tassa sugli intrattenimenti, in particolare, sembra avere la sorte segnata. Esiste da 50 anni, la versano sale da ballo e sale giochi, frutta circa 70 milioni di gettito e, spesso costituisce un bel salasso per i gestori. Una imposta forfettaria che, ad esempio, per chi gestisce una sala da biliardo con tre tavoli, si traduce in un esborso da mille euro l’anno. Sorte segnata anche per le discutibili tasse di pubblico insegnamento e di istruzione superiore (gettito di 1,8 milioni di euro), gestite dalle Regioni, che costano ai laureati circa 100 euro.

 

LA LISTA

Nella strategia di lungo periodo del governo ci sono decine di altre imposte da sopprimere. Uno dei primi della lista è il Superbollo applicato sulle vetture di grossa cilindrata. Un nuovo tentativo di taglio, già nella lista dei tributi da cancellare nel 2015, dovrebbe riguardare anche la tassa di laurea. La lista di proscrizione che la maggiorazione ha compilato è piuttosto lunga e l’elenco continua anche con accise, addizionali e prelievi regionali. Si va dall’addizionale regionale sui canoni per le utenze di acque pubbliche (incasso nazionale di appena 271 mila euro, con forti oneri amministrativi sulle spalle), ai diritti di licenza sulle accise, dall’imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi e aeromobili privati alla tassa sulle emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto. L’ultima indicata nell’elenco delle Commissioni (oltre all’obolo da 16 euro versato dai neo laureati per il ritiro della pergamena) è il prelievo regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili. 
 

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