Mes, il ministro Gualtieri: Salvini fa terrorismo per spaventare le persone

Domenica 8 Dicembre 2019
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Mes, Gualtieri: da Salvini campagna terroristica per spaventare le persone

Toni bassi tra le forze di maggioranza mentre il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri si lancia in prima linea contro la «campagna terroristica» di Matteo Salvini sul Mes. Il governo si prepara così al countdown per la risoluzione sul fondo salva-Stati, prevista per mercoledì alla Camera e al Senato dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. E, in vista del D-Day, nella maggioranza è il momento della tregua, con il leader M5S Luigi Di Maio che, dopo i giorni degli attacchi frontali, ha mitigato la sua linea. A difendere il negoziato fatto dall'Italia sul Meccanismo europeo di stabilità è il titolare del Mef. «La Lega, Salvini e Borghi con cinismo hanno iniziato a fare una campagna terroristica per spaventare le persone. Certo, se non ci si riesce a esprimere con competenza sulla Nutella è evidente che la credibilità su ciò che si dice sul Mes sia scarsa», sottolinea Gualtieri a Mezz'ora in più intavolando un duello a distanza - anche sulla manovra - con l'ex ministro dell'Interno, ospite subito dopo. E Salvini sfida Gualtieri a un faccia a faccia in tv, in gennaio. «Accetto», è la pronta replica del ministro dell'Economia. 

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Per Gualtieri lo stato dell'arte sul Mes è favorevole. «Abbiamo chiarito con molta nettezza che alcune condizioni sull'Unione bancaria erano inaccettabili» e all'Eurogruppo «di fatto si è deciso per il rinvio» della firma, spiega il ministro ribadendo un principio: «Il Mes ci serve e ci protegge». E Gualtieri, in vista della discussione in Aula di mercoledì, non mostra agitazione. «Auspico che ci sia una risoluzione positiva che guardi in avanti e che raccolga il sostegno delle forze responsabili, anche non della maggioranza», afferma. Parole dirette, forse, anche a quella parte di FI meno vicina alla Lega e piuttosto scettica sulla battaglia messa in campo da Salvini. Il nodo numeri, però, al Senato esiste eccome, ed è legato a doppio filo con la tenuta del gruppo M5S, dove resiste una fronda contraria al Mes. Ed è a questa fronda che il leader della Lega si rivolge: «Ci sono tanti eletti ed elettori Cinque Stelle che sono coerenti e non vogliono il Mes». Nelle prossime ore toccherà a Di Maio ridurre al minimo il dissenso. Difficile convincere esponenti come Gianluigi Paragone, Mario Michele Giarrusso o Ugo Grassi contrari più che al Mes, al governo giallorosso. Più facile, forse, ricompattare il resto del gruppo. Domani e dopodomani sono previste delle riunioni ad hoc per scrivere una risoluzione che chieda della modifiche senza tuttavia bocciare il negoziato condotto finora. Per il governo è la sottosegretaria agli Affari Ue Laura Agea a coordinare i lavori che dovranno poi vedere un non facile punto di caduta con il Pd. Il rischio di un cortocircuito è alto ma nel quartier generale del M5S si respira, in queste ore, un clima più disteso. Il governo va avanti, pensando alle cose da fare, è il ragionamento fatto da Di Maio che si dice soddisfatto anche dell'accordo sulla manovra, in particolare per i fondi per i Vigili del Fuoco. È il segno che tramite una leale collaborazione i risultati arrivano, è il suo ragionamento.

 


Un ragionamento che potrebbe ripetere anche all'incontro con i capicommissione in settimana. La tensione nei gruppi resta alta e la campagna elettorale che impegnerà i parlamentari da qui alla fine della settimana potrebbe alimentare le divisioni in un gruppo che, da settimane, non riesce ad eleggere il suo presidente. Ma la tempesta è dietro l'angolo anche sul fronte giustizia. Nei prossimi giorni Conte dovrà trovare una quadra anche sulla prescrizione, alla quale si affianca un ulteriore nodo: il possibile rinvio dell'entrata in vigore della riforma Orlando sulle intercettazioni. Riforma per nulla gradita al M5S che, non a caso, in queste ore non si esprime vista la parallela trattativa sulla prescrizione. Anche se, dal Pd precisano: non c'è alcuno scambio tra la prescrizione, su cui si deve cercare un accordo, e l'entrata in vigore della riforma sulle intercettazioni.
 

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 07:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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