Mes e Recovery, settimana di fuoco per il Governo

Mes e Recovery, settimana di fuoco per il Governo
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Lunedì 7 Dicembre 2020, 08:00

(Teleborsa) - Settimana di fuoco con "vista" sull'Europa per il Governo chiamato a sbrogliare due nodi, il Mes e il Recovery Fund: il Presidente del Consiglio dovrà vestire - ancora una volta - gli scomodi abiti del mediatore cercando un punto di equilibrio che accontenti tutti. Al momento, impresa tutt'altro che facile. Ma si sa, le vie della mediazione sono infinite.

Un doppio binario più che scivoloso: mercoledì 9 dicembre in Aula il rischio del "no" dei frondisti M5S alla riforma del Mes è tutt'altro che scongiurato. "Non ci saranno problemi, chi vota "no" vota contro una decisione presa dal gruppo M5S", assicura il capo politico Vito Crimi.

La chiave per smussare la fronda pentastellata potrebbe essere la risoluzione unitaria che verrà presentata in Aula. Prima del confronto con il Pd, è già partito il lungo lavoro interno al Movimento: in 60 parlamentari - tra capigruppo, presidenti di commissione e capigruppo in commissione - stanno lavorando al testo con un obiettivo: rendere più chiaro possibile il "no" all'uso del Mes e, allo stesso tempo, sottolineare come il sì alla riforma non significhi avallare la ratio del fondo-salva Stati. "A noi questa riforma non piace ma mentre a dicembre 2019 potevamo permetterci di dire "assolutamente no" oggi siamo in un anno in cui c'è una crisi pandemica, in cui l'Ue ha dimostrato di mettere in campo strumenti nuovi. Dobbiamo guardare avanti. Questa riforma è un modo per chiudere il capitolo", sottolinea Crimi. Nella risoluzione non potrà essere messo nero su bianco il "no" al Mes, Pd e Iv non lo permetteranno. Ma il M5S tornerà a ribadire il necessario via libera dell'Aula per qualsiasi mossa che riguardi il fondo.

Questa sera intanto il Cdm metterà a punto lo schema del Recovery Plan e la discussa task force, che continua a non piacere a Iv e non solo. Italia Viva, con Ettore Rosato e Maria Elena Boschi, nell'incontro di ieri, non hanno abbandonato la trincea contro l'istituzione della task force tornando ad attaccare il premier per il poco coinvolgimento dei ministri.
E oggi per il premier, si prospetta un Consiglio dei Ministri infuocato. Anche perché, se da un lato la task force non sarà delineata nei suoi profili, dall'altro il governo è chiamato a dare il via libera alla struttura il prima possibile per poter poi inserire la proposta in legge di bilancio. Con i renziani, già irritati dalla resistenza di Conte al rimpasto, pronti a far pesare i loro numeri in Parlamento.

Tradotto: il tempo è poco e bisogna uscire, in fretta, dal "cul de sac" in cui l'esecutivo è finito per neutralizzare il rischio di una crisi che in piena emergenza sanitaria è uno scenario da evitare a tutti i costi.

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