Manovra, Ue e l'asso nella manica: Tria vaglia taglio stime Pil

Lunedì 12 Novembre 2018
(Teleborsa) - Sono ore febbrili per il governo gialloverde. In vista della risposta dell'Italia all'ultimatum di Bruxelles sulla manovra prevista entro domani, il Tesoro con il ministro Giovanni Tria prova a tirare fuori l'asso nella manica giocando la carta della limatura delle stime del Pil 2019, riducendole fino all'1,2% dall'1,5% previsto nella Nota di aggiornamento al Def.

Ma, secondo le prime indiscrezioni, mentre dalla Lega nelle riunioni di questa mattina sarebbe arrivata una prima apertura, sembrerebbe non essere sulla stessa lunghezza d'onda il M5S con Luigi Di Maio che non ci pensa proprio a rivedere parametri, misure e percentuali della manovra. Per il Movimento, insomma, testo e quadro macroeconomico non si cambiano e lo scontro frontale con l'Ue è messo in preventivo.

VERTICE O NON VERTICE? - Questo spiegherebbe anche il giallo sul vertice non vertice di questa mattina a Palazzo Chigi. Nonostante fonti autorevoli di entrambi i partiti si siano affrettati a respingere voci di divergenze, ancora una volta si sarebbe consumato un braccio di ferro fra il Movimento e il ministro Tria. Il Pil, ragionano infatti a via Venti Settembre, deve scendere necessariamente, tanto più che questo non comporterebbe nessuna modifica sul fronte deficit in quanto la base di partenza sarebbe il Pil tendenziale previsto allo 0,9 per cento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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