Manovra, Tria: «Non si giochi a correre verso il baratro, il programma non cambia»

Lunedì 19 Novembre 2018
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«Spero che, poiché dobbiamo difendere l'Europa, non si giochi a quello che gli anglosassoni chiamano il "chicken game", cioè correre verso un baratro e vedere chi si ferma prima, con il rischio di cadere tutti di sotto. Questo è quello che, penso, l'Italia certamente vuole evitare e penso che ci siano anche delle componenti ampie degli altri Paesi coscienti che vogliono evitarlo». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giovanni Tria, in conferenza stampa a Bruxelles dopo la riunione dell'Eurogruppo.

«Il programmo del governo non cambia ma c'è la volontà di discutere», ha assicurato il ministro dell'Economia. «Penso che uno sforzo debba essere fatto per riportare discussione sulla reale portata del tema», ovvero non solo sul deficit ma la discussione deve «tener presente» che «si conferma un rallentamento dell'economia europea non solo italiana». Anzi, in questo contesto, «l'Italia rallenta meno di altri», ha aggiunto.

Sul deficit «stiamo parlando di scostamenti che non sono grandi, perciò dico che bisogna riportare la discussione alla portata reale. Era necessario aumentare il deficit per fare le cose che il governo riteneva importante, ma certamente non abbiamo sforato i parametri», ha aggiunto il ministro dell'Economia.

«Non vedo pregiudizi anti-italiani ma sulle politiche economiche vedo posizioni di altri Paesi molto rigide», però «bisogna considerare che è un periodo elettorale per tutti i Paesi e molti di loro hanno difficoltà politiche interne molto forti mentre in fondo il Governo italiano ha un largo consenso», ha proseguito il titolare del Tesoro.

«Il deficit adottato può piacere o no, negli ultimi dieci anni solo l'anno in corso l'Italia avuto un deficit minore del 2,4%, è uno dei più bassi della storia italiana, la Francia ha sempre avuto un deficit più alto. Abbiamo certamente debito più alto e abbiamo il problema di ridurlo, ma se guardiamo ai dati prospettici del passato, la dinamica della salita è più contenuta di altri Paesi». Il problema è che «abbiamo un'eredità che veniva dall'altro secolo», ha sottolineato ancora Tria.

Oggi per parlare della riforma dell'Eurozona «era presente il ministro Giovanni Tria che è sempre molto costruttivo, abbiamo avuto una chiara discussione sulla posizione italiana che è in piena continuità con quella che è sempre stata e me ne rallegro». Così il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici ha risposto a chi gli chiedeva della sua posizione rispetto alle proposte avanzate dal ministro per gli affari europeo Paolo Savona in un suo documento.

 

Ultimo aggiornamento: 19:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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