Sgravi divisi tra le imprese che assumono beneficiari dello stesso nucleo familiare

Giovedì 17 Gennaio 2019 di Andrea Bassi
ROMA Lo sgravio per le imprese che assumono i percettori del Reddito potrebbe venire diviso tra più datori di lavoro. È una delle ultimissime modifiche alla quale lavora il governo e che potrebbe essere inserita nel testo che tra oggi e domani sarà esaminato dal consiglio dei ministri. Si tratterebbe di una necessità emersa dalla considerazione che il sussidio viene riconosciuto ai nuclei familiari in condizione di povertà e non alle singole persone.

Cosa accade, allora, se due aziende diverse assumono, per esempio, un marito e una moglie (o un figlio) di una famiglia che percepisce il reddito di cittadinanza? In questo caso, secondo l'ipotesi allo studio del governo, il sussidio verrebbe diviso equamente tra i due datori di lavoro che hanno assunto i beneficiari che fanno parte dello stesso nucleo familiare. Insomma, i 780 euro verrebbero divisi in 390 euro ciascuno. Il testo del provvedimento rende conveniente assumere un disoccupato beneficiario del sussidio. E prima l'impresa fa un contratto al percettore, ovvero da meno tempo il disoccupato riceve il sussidio, più la convenienza aumenta.
IL PASSAGGIO

Quelle che decidono di attingere alle liste dei Centri per l'impiego dei beneficiari del Rdc per rinforzare il loro organico usufruiranno, infatti, di uno sgravio contributivo di importo pari alla differenza tra 18 mesi (primo ciclo di Reddito di cittadinanza) e i mesi già usufruiti dal beneficiario. In pratica se si assume un disoccupato che ha il sussidio da soli due mesi, l'impresa riceverà un incentivo pari a sedici mesi; se, invece, il disoccupato è nelle liste da quattro mesi, l'incentivo sarà di quattordici mesi, e così via.

Lo sgravio, nel tetto massimo di 780 euro mensili, in ogni caso sarà pari ad almeno 5 mesi, che diventano sei a fronte di assunzione di soggetti vulnerabili, ovvero donne e disoccupati di lunga durata. Ma non dovrà trattarsi di un qualsiasi contratto di assunzione. L'unica forma di assunzione dovrà essere il contratto a tutele crescenti, quello introdotto dal Jobs act, con la garanzia di non licenziare il lavoratore beneficiario del reddito per almeno 24 mesi.
LA STRADA
Per evitare che qualche imprenditore possa aggirare le regole, gli sgravi spetteranno solo se le assunzioni saranno aggiuntive rispetto all'organico esistente. Unica eccezione: il turnover con i pensionati. Non riceveranno comunque nessun contributo le aziende che nei tre anni precedenti la richiesta sono state oggetto di provvedimenti sanzionatori (anche non definitivi) per aver impiegato dipendenti in nero. Anche i paletti per convincere i beneficiari ad accettare i lavori che verranno offerti si sono fatti più stretti. Il Reddito si potrà perdere anche se si rifiuta un'offerta nel primo anno dall'erogazione del sussidio. Vuoi per scoprire chi ha un'occupazione in nero, vuoi per velocizzare le attività dei Centri per l'impiego, è stato previsto che almeno dopo i primi dodici mesi dovrà essere accettata un'offerta di lavoro, se questa si dimostrerà congrua in termini economici e in relazione alle professionalità del candidato. Per disincentivare i rifiuti, dovrebbero essere inseriti dei bonus per trasferirsi lontano da casa. Cambieranno poi le «distanze» nelle proposte di lavoro: entro i primi sei mesi la distanza tra la propria residenza e la sede di destinazione non potrà superare i 100 chilometri, dopo un anno questo limite sale a 250 chilometri, invece la terza può arrivare da ogni località italiana. Ultimo aggiornamento: 07:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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