Manovra, i sindacati si dividono sugli scioperi: Cgil e Uil in piazza, Cisl per il dialogo

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini
di Jacopo Orsini
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 7 Dicembre 2022, 19:23

Sindacati all’attacco sulla manovra, anche se le organizzazioni dei lavoratori si dividono. Cgil e Uil, dopo l’incontro di oggi con il premier Giorgia Meloni, si dicono pronte alla sciopero, mentre la Cisl chiede «profonde modifiche» ma rileva anche «grande disponibilità del governo» a rivedere alcune misure. Via libera invece dall’Ugl.

«Abbiamo confermato il giudizio negativo sulla manovra, in particolare sui redditi. Abbiamo posto il tema della precarietà e dell’evasione. La logica della flat tax è sbagliata. Le risposte del governo hanno confermato profonde distanze», ha scandito il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine della riunione a Palazzo Chigi. «È necessario proseguire la mobilitazione e richiedere modifiche profonde a una manovra che rischia di impoverire ulteriormente le persone», ha continuato il leader del sindacato di corso d’Italia, ricordando che dal 12 al 16 dicembre sono già stati proclamati, insieme alla Uil, diversi scioperi regionali. «Le distanze» fra governo e Cgil sulla manovra riguardano anche le pensioni e «la questione della tutela del potere d’acquisto, perché alla nostra richiesta di portare al 5% la riduzione del cuneo contributivo non ci sono state risposte se non un generico “dobbiamo vedere in base alle risorse che abbiamo”». 

«Abbiamo ribadito le nostre critiche e il nostro giudizio negativo sulla manovra», ha aggiunto il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri. «Non c’è risposta all’emergenza dei salari e delle pensioni», ha puntualizzato. «La premier ha detto che condivide alcune riflessioni, in particolare sui voucher e opzione donna. Sulla questione fiscale non le condivide. È stata data disponibilità ad aprire una serie di tavoli e di confronti ma con i i tavoli non si pagano le bollette e non si mangia», sono state ancora le parole di Bombardieri.

Decisamente più conciliante invece l’atteggiamento della Cisl. Il segretario generale Luigi Sbarra ha rilevato la disponibilità del governo «a valutare la possibilità di migliorare» alcune misure che non convincono a partire dalla rivalutazione delle pensioni «assicurata interamente entro quattro volte il trattamento minimo. Bisogna alzare anche a cinque, sei, sette volte il trattamento minimo - è l’opinione della Cisl -. Non ci convince l’intervento di cambiare i requisiti su opzione donna - ha proseguito Sbarra -. Abbiamo chiesto di togliere i vincoli e di confermare gli attuali requisiti. Abbiamo chiesto di alzare ulteriormente le risorse sull’esonero contributivo nei casi di nuove assunzioni di giovani e donne fino a 36 anni d anche per incentivare le stabilizzazioni». Il sindacato di via Po giudica poin «un errore» la decisione di reintrodurre i voucher per pagare lavori di piccola entità. «Abbiamo chiesto che non si vada oltre quanto oggi previsto per il lavoro occasionale perchè si mette a rischio il lavoro di tanti giovani e tante donne». 

Positivo anche il giudizio dell’Ugl. «Bene le misure contro il caro energia. Va migliorato l’accesso a opzione donna, con l’eliminazione delle condizionalità», ha sintetizzato il segretario generale, Paolo Capone, sostenendo che «non è l’ora della piazza ma del dialogo». 

Landini boccia le scelte del governo? «Bene, allora vuol dire che abbiamo fatto un’ottima manovra economica», ha detto infine il vicepremier Matteo Salvini.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA