Manovra, i numeri del Dpb: 2 miliardi per contrastare il caro energia, 6 per la prima fase della riforma fiscale

Manovra, i numeri del Dpb: 2 miliardi per contrastare il caro energia, 6 per la prima fase della riforma fiscale
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Mercoledì 20 Ottobre 2021, 20:15

(Teleborsa) - "La politica di Bilancio resterà espansiva fino a quando il PIL e l'occupazione avranno recuperato non solo la caduta, ma anche la mancata crescita rispetto al livello del 2019". La nota è contenuta all'interno del Documento programmatico di Bilancio che è stato sia a Bruxelles che alle Camere. "Si può prevedere che tali condizioni saranno soddisfatte dal 2024 in avanti – si legge ancora –. A partire dal 2024, la politica di Bilancio mirerà a ridurre il deficit strutturale e a ricondurre il rapporto debito/PIL intorno al livello pre-crisi entro il 2030".

Nel documento si rileva inoltre che il Governo ha rilevato che le "risorse appostate a fine maggio con il decreto legge Sostegni-bis stanno fornendo un adeguato supporto alle persone e ai settori produttivi più danneggiati dalle misure preventive. Ulteriori misure straordinarie di sostegno ai lavoratori e alle imprese colpite dalle conseguenze della pandemia saranno celermente introdotte se ne ricorrerà l'esigenza".

I numeri. Confermato il volume degli interventi che per il prossimo anno ammonterà a 23,44 miliardi di euro, pari all'1,245%. Dalle tabelle del Dpb è emerso che è pari a 800 milioni di euro l'"integrazione delle risorse destinate al Reddito di Cittadinanza" nel 2022. Previsti complessivamente 4,1 miliardi alla Sanità: in particolare dalle tabelle è emerso "un incremento rispetto al 2021 del Fondo sanitario nazionale di 2 miliardi l'anno fino al 2024, finanziamento del fondo per l'acquisto di farmaci innovativi, acquisto di vaccini per il Covid 19 e farmaci".

Capitolo energia. Sono 2 i miliardi di euro stanziati per il 2022 – e altrettanti per il 2023 – per l'"istituzione di un fondo per contrastare l'aumento del costo dell'energia in bolletta". Alla riforma fiscale vanno invece poco meno di 6 miliardi di euro per il prossimo anno per "l'attuazione della prima fase", con l'obiettivo di "migliorare l'equità, l'efficienza e la trasparenza del sistema tributario", mentre per quella degli ammortizzatori sociali vanno 1,5 miliardi di euro. L'obiettivo, in questo caso, è quello di arrivare ad "un sistema di ammortizzatori sociali più efficace ed efficiente". Un altro miliardo e mezzo arriverà dalla sospensione del cashback. Il programma di incentivi ai pagamenti elettronici per il secondo semestre 2021 era stato sospeso in primavera con l'esplicita previsione che le risorse liberate sarebbero state destinate alla riforma degli ammortizzatori.

In arrivo oltre 413 milioni di euro nel 2022 per "sostenere le famiglie e favorire la natalità": le risorse, si legge nella tabella, sono destinate a "rendere strutturale il congedo di paternità a 10 giorni, nuove risorse per asili nido e scuole dell'infanzia, garanzie ed esenzioni di imposte per facilitare l'acquisto della prima casa, in particolare per i giovani, altre misure". Arrivano altri 320 milioni di euro nel 2022 per il "rinvio di alcune scadenze per il pagamento delle cartelle esattoriali" e la "tutela dei contribuenti in difficoltà a causa dell'emergenza Covid". Nuove risorse per oltre un miliardo nei prossimi tre anni sono stati destinati alla ricerca. L'anno prossimo sono previsti inoltre 2 miliardi di euro aggiuntivi per il "rifinanziamento dei fondi per gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali, compresa la fase di progettazione, rifinanziamento del fondo perequativo infrastrutturale e del Fondo Sviluppo e Coesione", 4 miliardi in sostegni alle imprese e supporto all'ingresso nei mercati internazionali per il consolidamento della ripresa economica, 1,35 miliardi di euro "per il trasporto pubblico locale".

Incentivi. Finanziamento aggiuntivi concentrati nel 2023 e nel 2024 per la proroga dei bonus per ristrutturazioni edilizie, riqualificazione energetica, mobili, sisma, verde. In particolare sono previsti 520 milioni di euro nel 2023 e 2,5 miliardi di euro nel 2024. Infine 113 milioni di euro andranno a rifinanziare l'ecobonus per le auto non inquinanti

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