Manovra, Fmi: «Va in direzione opposta a nostri suggerimenti». Draghi: «Rispettare patto di stabilità»

Venerdì 12 Ottobre 2018
La Manovra dell'Italia sta andando in direzione opposta rispetto a quanto suggerito dal Fondo Monetario Internazionale. L'ennesimo monito al Governo arriva dal Capo del dipartimento europeo dell'Istituzione con sede a Washington, Poul Thomsen.

Parlando in occasione del meeting annuale del Fmi e dalla Banca Mondiale a Washington, Thomsen ha dichiarato: «Credo seriamente che per diverso tempo non sia stato seguito il consolidamento di bilancio che ha portato l'Italia a crescere sotto il suo potenziale». Per questo, ha poi aggiunto, «non è il momento di allentare le politiche di bilancio per le quali un gruppo di Paesi, tra cui l'Italia, ha margini limitati».

Per avere benefici dalle misure monetarie della Bce «le politiche di altri settori devono contribuire con più forza ad alzare la potenziale crescita sul lungo e ridurre le vulnerabilità». Il presidente della Bce Mario Draghi ritiene necessario accelerare le riforme strutturali e l'espansione in corso «richiede la ricostruzione di "cuscinetti" fiscali», particolarmente «importante nei Paesi in cui il debito pubblico è elevato e per i quali la piena adesione al Patto di stabilità e crescita è fondamentale per salvaguardare sane posizioni di bilancio».

L'attuazione trasparente e coerente del quadro di governance fiscale ed economica dell'UE, nel tempo e tra i vari paesi, «rimane essenziale», ha osservato Draghi, intervenendo a Bali, dove sono in corso i meeting annuali di Fmi/Banca mondiale. Inoltre, l'Unione economica e monetaria (Uem) «deve essere rafforzata, in primo luogo implementando ciò che è già stato fatto: completare l'unione bancaria, rafforzare la capacità operativa e il ruolo del Meccanismo di stabilità europea e approfondire l'unione dei mercati dei capitali».

Bisogna «continuare a definire una capacità fiscale che provveda ad una adeguata stabilizzazione economica nel mentre si contiene l'azzardo morale». Le regole fiscali, ha concluso Draghi, «devono essere rese più efficaci. Una più completa Uem vuole gettare le basi per una zona euro stabile e resiliente che contribuisca alla crescita globale e alla stabilità finanziaria». Ultimo aggiornamento: 15:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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