Manovra, verso l'intesa sul deficit. Gualtieri: «Non sarà restrittiva»

Domenica 15 Settembre 2019 di Antonio Polli Salimbeni


HELSINKI La strada per la riforma del patto di stabilità è tutta in salita. E davvero non si sa al momento se mai sarà percorsa nei prossimi tempi. Tuttavia, pur con parecchio mal di pancia da parte di alcuni, i ministri finanziari europei hanno deciso di avviare una riflessione almeno su ciò che non ha funzionato o ha funzionato male.

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Tutti però sono d'accordo che i governi non possono stare fermi mentre l'economia si indebolisce e la Bce riapre la partita del superaccomodamento monetario cosicché, per il momento, si limitano a fare propria la parola d'ordine investire-investire. Solo che non sono d'accordo nel definire un comportamento comune simmetrico affinché chi ha le risorse per farlo usando il bilancio pubblico nazionale lo faccia pienamente (Germania e Olanda) nell'interesse proprio e dell'area monetaria; e chi non ha spazio si impegni da un lato a riformare l'economia nazionale e, dall'altro, ridurre il debito (chi ce l'ha e molto elevato come l'Italia) tenendo conto delle condizioni generali dell'economia. È questo il contesto in cui si colloca il tentativo del governo Conte 2 di concordare con Bruxelles un deficit più alto dell'1,6% nel 2020, come concordato in primavera tra il governo Conte 1 e Bruxelles per evitare la procedura per violazione del patto di stabilità.
 

Di facilitare gli investimenti verdi e nell'economia digitale per contrastare il cambiamento climatico. Di avere più tempo per aggiustare i conti pubblici privilegiando una visione di medio termine rispetto ai classici obiettivi annuali. A scanso di equivoci il ministro dell'economia Roberto Gualtieri, al termine degli incontri informali dei ministri, ha confermato che «il governo si muove all'interno delle regole che comprendono il pieno uso della flessibilità». Niente scontri ricattatori con Bruxelles e l'Eurogruppo dunque, ma confronto in un contesto di fiducia reciproca. Ma comunque ai partner Gualtieri ha spiegato che l'Italia non farà «manovre restrittive». Il punto di caduta della trattiva con l'Europa sta tutto dietro queste parole. Roma vuole confermare per il 2020 lo stsso deficit del 2019 fissato poco sopra il 2%. Richiesta accettabile, dopo le forzature a cui il precedente governo gialloverde aveva abituato Bruxelles.

LE DISCUSSIONI
Date le discussioni a Helsinki e dato il riconoscimento dell'importanza del nuovo corso politico italiano, le premesse per una discussione sulla flessibilità a favore dell'Italia anche nel 2020 (dopo gli sconti sull'aggiustamento ottenuti negli anni precedenti) ci sono tutte. Anche se secondo le regole la clausola per gli investimenti non potrebbe essere riutilizzata fino a quando l'Italia non si avvicina al pareggio. Una soluzione si troverà. Dipenderà anche dalla dimensione del deficit in gioco. Ciò che non è chiaro è se Bruxelles (e l'Eurogruppo) riterrà necessario assicurare già nel 2020 la riduzione del debito. Finora tra i ministri finanziari è prevalsa questa linea. Ci si aspetta che proprio su questo ci sarà la vera discussione a livello europeo.
Il ministro dell'economia è molto cauto. Non fornisce impegni precisi, cifre alla mano, sul 2020. «C'è la disponibilità della Commissione ad approfondire forme per favorire gli investimenti legati alle grandi priorità europee a partire dal clima: è l'avvio di un processo sulla revisione delle regole del patto di stabilità ma non bisogna confondere i piani di questa riflessione e le questioni immediate che riguardano la legge di stabilità», dice Gualtieri. Centrale per il governo è che nell'Eurozona nel suo insieme «l'orientamento di politica monetaria sia appropriato», cioè espansivo e non semplicemente neutrale o poco più com'è attualmente. Sul profilo della finanziaria 2020 Gualtieri non fornisce indicazioni precise. Alla domanda se il debito/pil calerà risponde: «I numeri saranno contenuti nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, rispondere sui numeri adesso sarebbe prematuro. Per un paese come l'Italia, comunque, è importante che il debito sia nella traiettoria discendente e questo deve avvenire attraverso una pluralità di elementi: sostegno alla crescita, rafforzamento della fiducia e della credibilità con la riduzione della spesa per interessi, equilibrio di finanza pubblica, responsabilità di gestione dei conti da parte del governo. I numeri arriveranno al momento opportuno». In ogni caso «in questa fase una manovra restrittiva sarebbe controproducente».
 

Ultimo aggiornamento: 13:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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