Def, dimezzata la crescita: più deficit per la manovra

Venerdì 20 Settembre 2019 di Andrea Bassi e Michele Di Branco

Un documento all'insegna del realismo. Il governo lavora alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e Finanza e si prepara a prendere atto che la crisi non consentirà di raggiungere gli obiettivi fissati dal precedente esecutivo. Secondo le tabelle che sta mettendo a punto il Tesoro, l'economia italiana crescerà solo dello 0,1% quest'anno e dello 0,4% circa l'anno prossimo, mentre il Def licenziato ad aprile scorso prevedeva una crescita del Pil dello 0,2% per quest'anno e dello 0,8% nel 2020. La crescita, in pratica, sarà dimezzata. Quanto al deficit, il disavanzo di bilancio, dovrebbe essere di circa l'1,5% il prossimo anno, comprensivo però dell'aumento dell'Iva. Palazzo Chigi e Tesoro si sono impegnati a disinnescare le clausole. Dunque il deficit programmatico, quello che terrà conto delle misure della prossima legge di bilancio sarà più alto.

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Di quanto? Il ministro del Tesoro Roberto Gualtieri ha parlato di una manovra «non restrittiva». L'intenzione è fissare l'asticella del deficit del 2020 allo stesso livello di quella del 2019, dunque attorno al 2%. Lo stop agli aumeni dell'Iva avrà anche un impatto sulla crescita. Se è vero che quella tendenziale sarà solo dello 0,4%, quella programmatica che cioè tiene conto del fatto che l'Iva non aumenterà, sarà più alta. Di quanto? Il vice ministro dell'Economia, Antonio Misiani, ha dichiarato che evitare l'aumento dell'Iva potrebbe aumentare dello 0,4% la crescita del Pil nel 2020. Grazie alle misure del governo dunque, la crescita salirebbe allo 0,8%. Un altro dei nodi da sciogliere riguarda il debito pubblico. Il Documento di economia e finanza di primavera lo indicava, per il 2019, in crescita al 132,6%, contro il 132,2% del 2018. Ma questo lieve aumento incorporava l'obiettivo di 18 miliardi di privatizzazioni, delle quali non si è vista neppure l'ombra. La questione è delicatissima: fonti alle prese con questo dossier, spiegano che all'interno della legge di Bilancio il capitolo dismissioni indicherà non più di 3 miliardi di euro. Elemento che, è evidente, farà crescere la stima sul debito per il 2020.

IL DOSSIER DELL'OCSE
Le stime del governo sono sostanzialmente in linea con l'interim report diffuso ieri dall'Ocse. L'Organizzazione Internazionale per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica, ha rivisto al ribasso le stime globali sul Pil per il 2019 e il 2020, paventando la peggiore performance mai realizzata dalla crisi del 2008. Una scure impietosa, incluso per l'Eurozona e per l'Italia. Nel 2019, ha avvertito l'Ocse nell'Interim Economic Outlook, la crescita mondiale dovrebbe rallentare al 2,9% prima di raggiungere il 3% nel 2020. Si tratta di un taglio rispettivo di 0,3 e 0,4 punti rispetto al precedente Outlook pubblicato a maggio. Quello dipinto dall'Ocse è un quadro a tinte fosche anche per il nostro Paese, con una stima sul Pil pari a zero nel 2019 (invariata rispetto a maggio) e dello 0,4% nel 2020 (-0,2 punti sulle precedenti previsioni).
Per l'Italia qualche buona notizia arriva sul fronte del debito, con un boom di acquisti di Btp dall'estero: ben 28 miliardi solo a luglio. Gl investitori hanno scommesso che l'Italia avrebbe evitato il voto ed un governo a guida Lega fra pulsioni anti-euro e voglia di forzare la mano sui conti pubblici.
 

Ultimo aggiornamento: 12:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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