Manovra, taglio Iva su assorbenti: il Parlamento ci riprova. Ipotesi bonus airbag per moto

Giovedì 14 Novembre 2019
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Manovra, taglio Iva su assorbenti: il Parlamento ci riprova. Ipotesi bonus airbag per moto

Il Parlamento discuterà la proposta di abbassare l'Iva sugli assorbenti dal 22% al 10%. Dopo aver dichiarato inammissibile l'emendamento al dl fisco presentato da una trentina di deputate di maggioranza e di opposizione, la commissione Finanze ha accolto il ricorso ed è tornata sui suoi passi, rimettendo in campo l'ipotesi di tagliare l'imposta «sui prodotti sanitari e igienici femminili». Così come è tornata in ballo la richiesta del M5S di introdurre un bonus fino a 250 euro per chi voglia acquistare airbag per le moto. Dopo questo primo turno, gli emendamenti sopravvissuti sono quindi intorno agli 800. Questo per il dl fisco.

Lunedì, invece, arriveranno quelli per la legge di Bilancio vera e propria. Insomma, malgrado il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri abbia più volte chiesto che l'impianto dei due provvedimenti non venga stravolto in Parlamento, il lavoro ai fianchi è già cominciato e non sembra destinato a rallentare. In un incontro tecnico al Tesoro, il confronto si è concentrato sugli emendamenti della maggioranza, che sono i più 'insidiosì per la tenuta complessiva del pacchetto. Mentre c'è un accordo di massima per snellire la norma che dà una stretta su appalti e subappalti in modo da limitare l'elusione, il lavoro di mediazione è più faticoso sul tema dell'inasprimento del carcere per i grandi evasori, indigesto a Italia Viva, che ha presentato un emendamento per cancellarlo, ma fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle. Quella di Italia Viva, ha detto Luigi Di Maio, «è l'ultima provocazione. La legge va approvata così. Non sono preoccupato che il governo cada, credo che l'emendamento sia una boutade e che verrà ritirato».

La richiesta di abbassare l'Iva sugli assorbenti è un grande classico. Ogni tanto si affaccia, poi affonda per riemergere dopo un pò. Finora, però, ogni proposta è rimasta sulla carta. Stavolta, la prima firmataria è Laura Boldrini (Pd), che ha trovato compagne di viaggio un pò in tutte le forze politiche. Qualche giorno fa, la ex presidente della Camera ha sottolineato di aver firmato l'emendamento «insieme ad altre 32 deputate di vari gruppi politici sia di maggioranza che di opposizione» e di averlo proposto perché «i prodotti sanitari e igienici femminili non sono beni di lusso ma una necessità». Per la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, «la possibilità di abbassare l'Iva sui prodotti igienici e sanitari femminili è una battaglia di civiltà che dobbiamo portare avanti».
 

Ultimo aggiornamento: 21:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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