Maire, maxi commessa sul gas da 2,3 miliardi

Per Fabrizio Di Amato, presidente della società di ingegneria «l’intesa è centrale per la sicurezza energetica»

Fabrizio Di Amato, presidente e fondatore di Maire Tecnimont
di Giacomo Andreoli
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Venerdì 24 Maggio 2024, 06:10

Una nuova maxi-commessa da 2,3 miliardi di dollari per comprimere il gas, potenziarne la raccolta, e ottimizzare il flusso dall'Algeria all'Italia. Se l'è aggiudicata Maire, l'azienda di ingegneria e impiantistica hi-tech per la transizione energetica, tramite il consorzio con la controllata Tecnimont e Baker Hughes, dall'algerina Sonatrach.

«Un accordo – spiega a Il Messaggero il presidente di Maire, Fabrizio di Amato – che ci inorgoglisce, perché fondamentale per la sicurezza energetica dell'Italia e dell'Europa, in linea con quella politica di diversificazione che ci può proteggere da nuovi possibili shock energetici».

Il progetto, in scia con un altro siglato lo scorso marzo con Sonatrach, come ricorda l'ad di Maire, Alessandro Bernini, prevede la realizzazione di tre stazioni di compressione del gas. Sono inclusi i cosiddetti, “turbo-compressori”, in grado di comprimere circa 188 milioni di metri cubi al giorno di metano. Insomma, si può trasportare più gas in Italia nello stesso tempo. Inoltre la commessa include il potenziamento del sistema di raccolta, che comprende più di 300 chilometri di condotte che collegano i pozzi.

COME FUNZIONA
Tutto sarà pronto entro poco più di tre anni. «Un tempo record – secondo Di Amato – visto che di solito questi contratti hanno un orizzonte più lungo: siamo già al lavoro e l'operazione permetterà di garantire maggiore efficienza ai flussi di approvvigionamento del gas in Italia ed Europa». Dall'Algeria oggi arriva circa il 28% del gas importato in Italia, è quindi la prima fonte di approvvigionamento. Decisamente più sicura, in questo momento, rispetto alla Russia, anche se non immune da alcune tensioni politiche ed economiche, come in gran parte del Nord Africa.

Il gas, in questa fase della transizione green, è centrale per la Commissione europea. Vista l'emergenza climatica in atto, Bruxelles spinge gli Stati membri, tramite il Green Deal, ad abbandonare subito le fonti fossili più inquinanti e a predisporre un mix energetico che si orienti rapidamente alle rinnovabili, così da arrivare a zero emissioni di anidride carbonica nel 2050.

«L'attuale maggioranza in Europa – aggiunge Di Amato – ha anche già previsto il principio della neutralità tecnologica: sono possibili più soluzioni tecnologiche, purché si raggiunga l'obiettivo di taglio delle emissioni. Probabilmente, dopo le elezioni di giugno, ci sarà ancora più spazio per misure come la cattura della CO2, l'idrogeno nucleare e quello ricavato da rifiuti».

L’INVESTIMENTO
Nel frattempo Maire, tramite la controllata Kinetics Technology, ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione del 100% di Aps Evolution. La holding controlla Aps designing energy, con sede a Roma, e Kti Poland, due società di ingegneria specializzate nell'esecuzione di progetti per il trattamento delle risorse naturali. «Un investimento questo – secondo Di Amato – molto rilevante per la Capitale, che si unisce ad altre due acquisizioni che abbiamo fatto negli scorsi anni e che aiuta a rendere la città un polo europeo per l'ingegneria e la tecnologia».

Ora per il gruppo l'obiettivo, dopo un anno che il presidente definisce «di importante accelerazione», è «aumentare gli sforzi dove la potenzialità è più inespressa», come ad esempio l'Est Europa.

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