Lottomatica, Potetti (Fiom): il governo tuteli il settore con misure specifiche

Martedì 12 Gennaio 2021

«Molte attività legate al settore delle sale gioco sono chiuse per decreto da mesi e nulla si sa sui tempi delle eventuali riaperture. Migliaia di lavoratrici e lavoratori non hanno nessuna visibilità sulle prospettive aziendali e il settore non può essere tenuto chiuso all’infinito». Lo dichiara Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Lottomatica per la Fiom-Cgil.

«La chiusura delle sale sta avvantaggiando gli operatori internazionali on line perché durante il lockdown si è continuato a giocare privilegiando i canali digitali internazionali, con tutto quello che ne consegue sulla legalità e la fiscalità - prosegue il sindacalista della Fiom -. L’Agenzia dei Monopoli ha denunciato la ripresa delle attività illegali, un mancato introito di 4,5 miliardi di euro e possibili ricadute negative per le aziende del nostro Paese, a partire da Lottomatica per quanto riguarda le imprese metalmeccaniche. Un danno per il Paese, per i lavoratori e le aziende, è necessario per questo che il Governo intervenga sostenendo il settore e le migliaia di persone che ci lavorano».

Dalle imprenditrici alle giovani operatrici di sala, tante ragazze, molte mamme. A Montecitorio, come riporta Agipronews, sono state oggi intanto un centinaio le partecipanti alla manifestazione «rosa» del settore giochi - supportate dalle associazioni del comparto e dai sindacati - arrivate da tutta Italia per chiedere al Governo di aprire un dialogo per la riapertura delle sale e il sostegno di lavoratrici e lavoratori.

«Ai sei mesi di chiusura forzati, che già hanno tagliato le gambe al comparto, si aggiungono le difficoltà per ricevere la cassa integrazione - spiega Chiara, titolare di un'azienda di noleggio slot a Faenza -. Più di tutto, però, pesa l'incertezza sulla riapertura. Oggi vogliamo fare vedere che ci siamo, che siamo anche noi lavoratrici in un settore legale e anche noi abbiamo famiglie da sostenere con il nostro lavoro».

In piazza c'è anche Cristina, arrivata da Cattolica insieme con la madre: «Lavoriamo entrambe in sala e siamo le sole a portare entrate in famiglia. Siamo in difficoltà, perché dopo la stagione estiva non abbiamo più ricevuto la cassa integrazione. La ditta ci dà una mano, ma i dipendenti sono molti e più di tanto non si può fare». 

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