Leonardo Labs, l'equilibrio della via digitale: nasce una rete di laboratori interconnessi

Leonardo Labs, l'equilibrio della via digitale: nasce una rete di laboratori interconnessi
di Raffaele d'Ettorre
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Lunedì 29 Marzo 2021, 21:34 - Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 10:11

Con la crisi del modello di sviluppo tradizionale, oggi le aziende cercano soluzioni di lungo periodo per rispondere all'esigenza di sostenibilità che arriva da più fronti. Possono, industria e ambiente, coesistere in un sistema virtuoso dove la tecnologia assesti finalmente un equilibrio a lungo cercato tra persone e pianeta? È a questa e ad altre domande del genere che intende rispondere Leonardo l'azienda che presiede le tecnologie strategiche per la sicurezza del Paese con l'apertura dei Leonardo Labs, una rete di laboratori di ricerca interconnessi (10 in 6 Regioni per un totale di 75 addetti) che puntano dritto al cuore dell'innovazione tecnologica. Ogni centro ha la sua competenza e abbraccia settori che spaziano dall'intelligenza artificiale alla fisica quantistica, passando per il calcolo ad alte prestazioni, la mobilità elettrica e i big data, con lo scopo ultimo di ottenere un modello sostenibile che tuteli cioè ambiente e risorse allo stesso tempo naturalmente applicato alla produzione industriale.

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L'IMPEGNO
L'impegno di Leonardo rientra infatti in quanto previsto dall'Agenda Onu 2030, un programma per il miglioramento delle attuali condizioni socio-economiche globali sottoscritto nel 2015 da tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite, compresa l'Italia. Stilati gli obiettivi, anche le aziende vengono oggi chiamate all'azione. Ed è così che i grandi gruppi industriali stanno prendendo coscienza degli innumerevoli vantaggi di tempo, denaro e risorse che comporta la fusione tra industria e digitale. Il concetto è semplice: più un'azienda riesce a digitalizzare i suoi processi produttivi, migliore sarà l'efficienza degli stessi, con l'ulteriore vantaggio di limitare l'impatto ambientale e frenare il consumo delle risorse. Ed è un discorso ancor più valido nel settore aerospaziale, uno dei core business di Leonardo.


IL GEMELLO DIGITALE
Pensiamo alla differenza che c'è tra costruire fisicamente il motore di un aereo e testarlo invece in un ambiente virtuale, dove tutti i parametri vengono simulati in maniera realistica: i benefici in tema di sostenibilità appaiono subito evidenti. Figlia della transizione al digitale è quindi l'idea-chiave del Digital Twin (gemello digitale): si crea una copia virtuale di un sistema fisico (solitamente un prototipo che l'azienda intende realizzare) e su di essa vengono effettuate le sperimentazioni necessarie a valutarne bontà e affidabilità.
Non solo. L'uso di un modello digitale permette infatti di valutare all'istante alcuni parametri (ad esempio l'usura) che nella realtà richiederebbero anni di osservazione.
«Chi progetta digitalmente spiega Alessandro Massa, ingegnere capo responsabile di Leonardo Labs risparmia l'80% del proprio tempo nella fase di sviluppo ed è in grado di apportare modifiche in tempo reale».


TANTI NODI UNA RETE
La programmazione così pensata permette inoltre di raccogliere una grande mole di informazioni (i cosiddetti big data) che verranno poi analizzate dal supercomputer di Leonardo, contribuendo a gettare delle solide fondamenta per lo sviluppo dei progetti futuri.
Per realizzare i suoi obiettivi, Leonardo si affida a una rete di strutture all'avanguardia, dei veri e propri incubatori tecnologici che abbracciano tutta la penisola italiana nell'intento di trasformarla in un vero e proprio hub dell'innovazione.


A Genova è stato da poco lanciato il supercomputer Da-Vinci1, dedicato al supercalcolo, mentre a Grottaglie (Taranto), in collaborazione con l'azienda belga Solvay, si studiano nuovi compositi termoplastici con lo scopo dichiarato di ridurre l'impatto dell'industria aerospaziale sull'ambiente.
Nel laboratorio di Roma Tiburtina l'attenzione degli studiosi cui è affidata l'analisi del fenomeno è invece rivolta al calcolo quantistico, che promette una vasta gamma di applicazioni nei settori dell'aeronautica e della difesa. «Ad esempio», spiega l'ingegnere capo Massa, «tecniche avanzate di imaging (la capacità di ottenere immagini tramite l'uso di dispositivi elettronici, ndr) in ambienti con turbolenze sono utilizzabili sia in ambito militare che civile per la ricerca di persone disperse in condizioni climatiche avverse».

 

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