Bollette a rate, nuove Irap e Irpef, fondi per scuola, turismo, lavoro e bonus tv. Ecco la Legge di Bilancio 2022

Sono tanti i contenuti della Manovra in via di approvazione al Senato prima del passaggio alla Camera e l'ok definitiva entro la fine del mese

Bollette a rate, nuove Irap e Irpef e fondi per scuola, turismo, lavoro e bonus tv. Ecco la Legge di Bilancio 2022
di G. A.
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Venerdì 17 Dicembre 2021, 15:40 - Ultimo aggiornamento: 19:39

Dalla nuova Irpef, al taglio dell'Irap, dai fondi aggiuntivi per la scuola ai nuovi ristori per turismo e spettacolo. E ancora: nuovi finanziamenti per il bonus per tv e decoder (con particolare attenzione agli over 70) e penali più alte per le aziende che delocalizzano. Sono tanti i contenuti della Manovra in via di approvazione al Senato prima del passaggio (probabilmente formale, visto il poco tempo a disposizione) alla Camera e l'ok definitiva entro la fine del mese.

Ieri sera il governo Draghi ha redatto un maxi-emendamento da discutere a partire da questo fine settimana, con misure già decise nei mesi scorsi e diverse novità. In tutto il valore della legge di Bilancio dovrebbe comunque rimanere intorno ai 30 miliardi. In ogni caso per i nuovi emendamenti ci sono a disposizione 600 milioni per il Parlamento più altri 500 milioni per il governo. E i temi sul tavolo sono tanti. 

Legge di Bilancio 2022, tagli a Irpef e Irap

Confermata l'intesa sui nuovi scaglioni dell'Irpef: dal 2022 si riducono da quattro a cinque. Quindi resta l’aliquota al 23% fino a 15 mila euro - anche se va considerata la not tax area. Poi fino a 28mila sarà al 28%, al 35% per i redditi da 28 mila a 50mila e al 43% per i redditi oltre i 50mila euro. Sparisce così lo scaglione del 41% per chi ha entrate tra i 55mila e i 75mila euro.


Manovra, 150 milioni per turismo e spettacolo: nel 2022 altri sostegni per i danni del lockdown
 

Dal prossimo anno viene poi eliminato il pagamento dell’Irap per le persone fisiche, cioè gli autonomi. Riguarderà  835 mila contribuenti e costa alle finanze pubbliche 1,26 miliardi, che si sommano ai circa 7 dell'intervento sull'Irpef. Sempre lato fisco, poi, si prevede l'esonero contributivo a carico dei lavoratori dipendenti  di 0,8 punti percentuali per chi ha una retribuzione al massimo di 2.692 euro al mese, cioò 35.000 euro annui considerando le tredici mensilità. C'è poi il Patent Box, il regime opzionale di tassazione per i redditi d'impresa derivanti dall'utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, di disegni e modelli. L'incentivo passa dal 90% al 110%, non considerando tra i beni agevolabili i marchi di impresa e limitando lo strumento a brevetti o beni giuridicamente tutelati. Ci sarà poi divieto di cumulo con il credito di imposta per ricerca e sviluppo.

Il testo (in formato pdf)

L'intervento anti caro-bollette

Nell'emendamento ci sono poi le misure collegate all’aumento del prezzo dell’energia, per il quale Palazzo Chigi e Tesoro hanno dovuto stanziare altri 3,8 miliardi per evitare che dal primo gennaio ci fosse un’impennata dei prezzi delle bollette. Famiglie e cittadini potranno dividere in 10 rate le bollette di luce e gas che arriveranno con le fatture emesse da gennaio ad aprile 2022. L'Arera, poi, dovrà definire, con il limite di 1 miliardo, gli anticipi che andranno versati alle imprese per compensare le rate e le modalità di restituzione per permettere il recupero del 70% dell'anticipazione entro il 2022 e della restante quota entro il 2023.

Delocalizzazioni e addizionali comunali

Quanto alle addizionali comunali gli enti locali tre mesi di tempo aggiuntivi, fino al 31 marzo 2022, per fissare le nuove addizionali in coerenza con le nuove aliquote Irpef. 

Per le delocalizzazioni, invece, si prevede una sanzione uguale al doppio del contributo di licenziamento se l'azienda non ha alcun piano di delocalizzazione o se in quest'ultimo mancano una serie di elementi, come la gestione degli eventuali esuberi. Se poi non c'è un'intesa con i sindacati il contributo per i licenziamenti collettivi sale del 50%. Il contributo previsto dalla legge Fornero è pari al 41% del massimale dell’assicurazione anti-disoccupazione per ogni anno di anzianità aziendale.


Manovra, Bonus Tv e decoder rifinanziato con 68 milioni di euro nel 2022
 

Scuola e bonus tv

Capitolo scuola. Il fondo per i docenti aumenta di 60 milioni per un totale di 300, e arrivano 100 milioni per prorogare i contratti per il personale tecnico amministrativo. Infine 20 milioni vengono stanziati per le scuole paritarie, ma solo quelle dell'infanzia. 

Novità anche sul bonus tv e decoder: arrivano altri 68 milioni per richiedere il contributo fino a 100 euro per rottamare una tv pre-2018 e comprarne una di ultima generazione, ma anche quello da 30 euro per i decoder. In tutto vengono stanziati 68 milioni di euro e agli over 70 gli apparecchi da collegare alla televisione verranno consegnati direttamente a casa (ma devono avere un Isee inferiore ai 20.000 euro).

Comuni in dissesto e turismo

Per i comuni in dissesto, cioèi capoluogo di città metropolitana con un disavanzo procapite superiore a 700 euro arrivano 150 i milioni per il 2022, 290 milioni per il 2023 -2024, 240 milioni per il 2025 e 100 milioni dal 2026 al 2042. Per i settori più colpiti dalle restrizioni Covid, cioè turismo, spettacolo e automotive, è previsto invece un finanziamento per i ristori da 150 milioni. Nella Manovra troverà sicuramente spazio anche un altro piccolo aiuto per i bar e i ristoranti, altro settore che ha tremendamente sofferto la crisi. Le regole semplificate per l’occupazione del suolo pubblico e l’esenzione dalla Tosap e dalla Cosap, le tariffe comunali da versare per i dehors e i tavolini all’aperto, saranno estese per altri tre mesi. Il tempo, insomma, per il quale durerà ancora lo Stato d’emergenza.

Finanziamenti extra pure per la struttura commissariale retta dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Arriva una dotazione da 50 milioni di euro. Infine 40 milioni vanno alle zone colpite dagli incendi nell'ultima estate rovente (in Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Puglia, Molise e ora in Calabria). E a proposito di indennizzi: si prevede di mettere 350mila euro per il prossimo anno per i risparmiatori coinvolti nelle crisi delle banche e  ancora non risarciti.

Gli altri contenuti: dal superbonus alle bollette e l'Ape sociale

Sul fronte riscossione, già dalle settimane scorse c’erano state pressioni per una proroga significativa della scadenza di pagamento fissata al 30 novembre e relativa ai pagamenti precedentemente sospesi per l’emergenza. Ma sul punto il ministero dell’Economa aveva resistito, perché una dilazione oltre il 31 dicembre - e dunque in un anno diverso - avrebbe creato problemi di copertura finanziaria. Si è così deciso di lavorare sulle cartelle in arrivo nel 2022. Le norme già in vigore hanno esteso da 60 a 150 giorni il termine per il pagamento, ma questa agevolazione sarebbe venuta meno con il 2021. Invece - questa è la novità - dovrebbe proseguire con un ulteriore ampliamento a 180 giorni. Per quanto riguarda le cartelle di questo scorcio d’anno c’è un impegno politico ancora da verificare a cancellare interessi e sanzioni in caso di pagamento ritardato. In questo caso si tratterebbe di un impegno politico da concretizzare, nel nuovo anno, con apposito provvedimento.


Manovra, arriva in Senato l'emendamento del Governo: dalla nuova Irpef alla scuola
 

Quanto al Superbonus 110%, il limite per l’utilizzo di questo strumento (un Isee non superiore a 25 mila euro) dovrebbe essere cancellato in cambio di un contingentamento dei tempi; in alternativa potrebbe semplicemente essere elevato alla soglia meno restrittiva di 40 mila euro. Una soluzione dovrà essere trovata anche per l’esenzione dai canoni sull’occupazione di suolo pubblico: agevolazione da prolungare per permettere a molti esercizi commerciali di continuare ad usare i tavolini all’aperto. La definizione di questi due temi passerà probabilmente per emendamenti parlamentari, mentre di certo sarà il governo a presentare quello in tema di fisco.

Non sussistono invece particolari problemi per altre novità, come quelle relative all’Ape sociale: come proposto da varie forze politiche il requisito contributivo per i lavorativi che intendono lasciare il lavoro a 63 anni dovrebbe scendere da 36 a 30 anni. 

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