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Ristoranti e hotel alla disperata ricerca di personale: «Rifiutano il lavoro per non perdere i sussidi»

La ristorazione e il settore del turismo provano a ripartire a pieno regime, ma manca il personale. Dai cuochi agli addetti alle pulizie, nessuno è disposto a lavorare in vista della stagione estiva

Lavoro, l'appello disperato di ristoranti e hotel: «Cercasi urgentemente personale»
3 Minuti di Lettura
Venerdì 8 Aprile 2022, 13:31 - Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 09:44

La ristorazione e il settore del turismo provano a ripartire a pieno regime, ma manca il personale. Dai cuochi più blasonati, degni di hotel extra lusso, agli addetti alle pulizie meno qualificati, passando per tecnici, barman, camerieri e bagnini. E i ristoranti e hotel sono disperati.  

La proposta di lavoro si è trasformata nelle ultime settimane in un appello disperato condiviso da centinaia di imprenditori in tutta Italia. Si prova a ripartire a tutto gas in vista della stagione estiva, ma il motore, in molti casi, sembra girare a vuoto, in folle. Il motivo, secondo il vicepresidente di Confcommercio Toscana, Aldo Cursano, sta nella mancanza di ’braccia’. La forza lavoro manca ovunque e molti imprenditori sardi lanciano l'appello: «Cercasi con urgenza nuovo personale da assumere in alberghi, ristoranti, bar e campeggi».

«L’incertezza lanciata sul settore da aperture e chiusure ha allontanato molti, perché senza certezze non si possono fare progetti di vita - ha dichiarato Currsano -. C’è una difficoltà reale: solo in Toscana mancano 150mila lavoratori, di cui 120mila a tempo indeterminato che hanno cercato altri lavori. Ma i camerieri non si trovano per strada».

Stesso problema in Sardegna. Da nord a sud, dalla costa est a quella occidentale, le strutture ricettive dell'Isola non riescono a trovare lavoratori in vista della imminente stagione estiva. I contratti offerti, sebbene stagionali, sono quasi sempre regolari e con stipendi di tutto rispetto, ma chi è disposto a sottoscriverli sembra essere sparito.

«Assumere nuovo personale è diventata un'impresa quasi impossibile - conferma Carlo Amaduzzi, titolare di una struttura che da anni lavora con successo in Ogliastra - ed è ovvio che l'introduzione dei sussidi ai disoccupati abbia influito negativamente. In tanti, infatti, hanno rifiutato la nostra offerta per non rischiare di perdere gli aiuti. Mi sono quindi ritrovato all'improvviso davanti a un paradosso: l'introduzione del Reddito di cittadinanza era stata concepita proprio per agevolare l'inserimento professionale dei senza lavoro, mentre si è dimostrato il maggiore deterrente per accettare un nuova occupazione».

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