Lavoro, CNEL: "Covid minaccia parità di genere"

Mercoledì 23 Settembre 2020
(Teleborsa) - "L'emergenza sanitaria in corso rischia di compromettere i pur importanti risultati raggiunti finora in tema di parità di genere. La pandemia ha evidenziato le criticità presenti con riferimento al lavoro, alla condivisione dei carichi di cura, alla violenza, alla formazione e allo stato di povertà. La situazione che stiamo vivendo rischia di acuire le disuguaglianze di genere esistenti nel Paese, rendendo il sistema ancora meno inclusivo".

Lo ha affermato la vicepresidente del CNEL, Gianna Fracassi, a margine dell'incontro straordinario del Forum permanente delle pari opportunità, con lo scopo di individuare le priorità su cui investire le risorse europee del programma Next Generation EU. Le risorse europee - sottolinea - "costituiscono una opportunità straordinaria a patto che non si frammentino gli interventi. Creare lavoro, rafforzare il welfare e la conoscenza sono i tre assi su cui chiediamo di intervenire".

L'attenzione del CNEL è volta soprattutto all'assistenza attiva verso le madri lavoratrici, con lo scopo di ridurre il numero di donne che rinunciano alla carriera per accudire i figli. In questo senso è indispensabile potenziare la rete pubblica di asili nido, allungare il tempo pieno della scuola primaria, e rafforzare le infrastrutture socio-assistenziali dedicate a disabili, anziani e all'housing sociale.

La crisi sanitaria legata al Covid19, ed il lockdown in particolare, hanno avuto un fortissimo impatto sull'equilibrio e la gestione familiare. In termini lavorativi, a dover "sacrificare" in qualche misura la propria carriera sono state per il 38% le donne (per il 43% se con figli fino a 5 anni) e per il 12% gli uomini. © RIPRODUZIONE RISERVATA