Boccia: tempi maturi per un patto con i sindacati sul lavoro

Lunedì 28 Gennaio 2019
Vincenzo Boccia
«I tempi sono maturi per costruire un vero patto per il lavoro insieme a Cgil, Cisl e Uil». È quanto sostiene il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, parlando della nomina del nuovo leader della Cgil. A Maurizio Landini, neo segretario generale della Cgil, Boccia dice: «Lo incontreremo. Non entriamo nel merito delle scelte del sindacato. Con Cgil Cisl Uil c'è un tavolo aperto e dovremmo continuare a parlare di evoluzione del patto per la fabbrica».

Per la Cgil «è importante rimettere al centro del dibattito nel nostro Paese il tema del lavoro, così come proponiamo da tempo. Insieme a Cisl e Uil abbiamo elaborato una piattaforma unitaria che abbiamo presentato al Governo con le nostre proposte e che sarà al centro della manifestazione nazionale del 9 febbraio a Roma». Così in una nota la Cgil risponde a Boccia sul patto per il lavoro. Per la confederazione «gli importanti accordi sulle relazioni industriali e sulle regole della rappresentanza raggiunti con Confindustria e con tutte le altre associazioni imprenditoriali pongono la questione di aprire la fase della loro piena applicazione. In particolare, è necessario che si giunga ad una legge capace di misurare la rappresentanza sindacale e datoriale e dare certezza alla validità 'erga omnes' degli accordi sottoscritti».

«Lo sviluppo delle relazioni industriali - prosegue la nota - dovrà essere finalizzato al rafforzamento degli investimenti per infrastrutture materiali ed immateriali del Paese, a partire da quelle per istruzione e welfare, indispensabili sia per la tenuta sociale che per la riduzione dei divari tra Nord e Sud. Dovrà inoltre - conclude la Cgil - avere come obiettivo prioritario il lavoro stabile e di qualità rafforzando le scelte contrattuali e legislative per aumentare i salari, valorizzare competenze e professionalità, estendere le tutele e i diritti a tutti i lavoratori».

«Occorre mettere mano a un piano b post manovra senza fare ricorso al deficit e cominciare a prepararsi a un rallentamento dell'economia globale che impatta anche sull'Italia», afferma poi il presidente di Confindustria. «Speriamo che non ci sia una recessione e che non serva una manovra correttiva», auspica Boccia, che chiede «un decreto immediato, una sorta di sblocca cantieri». «L'industria tedesca è già in fase recessiva quindi bisogna mettersi in sicurezza», spiega il numero uno degli industriali, aggiungendo che «bisogna aprire immediatamente i cantieri con le risorse già stanziate che non intaccherebbero il deficit del paese e determinerebbero 400.000 posti di lavoro, al di là della Tav Lione Torino che comporterebbe altri 50.000 posti di lavoro». 

«Il rallentamento dell'economia globale a partire dalla Germania sta già comportando a gennaio, ahinoi, un rallentamento anche dell'economia italiana», ha affermato il presidente degli industriali. «Da qui la richiesta alla politica economica di attuare un piano che vada oltre la manovra economica e che attivi posti di lavoro e crescita a partire dalla dotazione infrastrutturale», è l'auspicio di Boccia che avverte: «abbiamo potenzialità incredibili come Paese, il quale nonostante il deficit di competitività che ha, è la seconda manifattura d'Europa e su questo dobbiamo cominciare a pensare». «Dobbiamo lavorare alle potenzialità del Paese, fare tesoro delle soluzioni e non cercare alibi e colpe perché ormai davanti a noi abbiamo una fase delicata dell'economia globale su cui dobbiamo assolutamente reagire», ha continuato. 

«Abbiamo bisogno di Europa», ma «è chiaro che l'Italia ha senso in un'Europa integrata». È quanto sostiene il presidente DI Confindustia, Vincenzo Boccia, sottolineando che «sarebbe necessario rivedere tutta l'Europa in termini di una stagione riformista, però con proposte e non solo con critiche». «La sfida è tra Europa e mondo esterno, non tra paesi d'Europa. Speriamo che quanto prima tutti i governi d'Europa lo capiscano», aggiunge Boccia, a margine di un evento organizzato da Intesa Sanpaolo. In merito alle tensioni tra Italia e altri paesi Ue, ancora non stanno avendo conseguenze sulle imprese, dice Boccia, augurandosi che ciò non avvenga. Il numero uno degli industriali ricorda che l'Italia è «uno dei più grandi esportatori d'Europa. Esportiamo 550 miliardi all'anno, di cui 250 in Europa e i primi due paesi al mondo in cui esportiamo sono Germania a Francia».

  Ultimo aggiornamento: 19:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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