Inps: «Aumentano i lavoratori domestici assunti regolarmente nel 2020. Tra le ragioni il lockdown e il decreto Rilancio»

Inps: «Aumentano i lavoratori domestici assunti regolarmente nel 2020. Tra le ragioni il lockdown e il decreto Rilancio»
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Giovedì 24 Giugno 2021, 21:07 - Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 11:00

Cresce nel 2020 il numero dei lavoratori domestici per i quali sono stati registrati  920.722 versamenti contributivi all'Inps, con un incremento rispetto al 2019 pari a +7,5% (+64.529 lavoratori). Tale andamento fa registrare a questa categoria livelli occupazionali precedenti il 2015, interrompendo una tendenza costantemente decrescente iniziata nel 2013. Lo indica l'Osservatorio dell'Inps, spiegando che due sono gli elementi che hanno maggiormente influenzato l'incremento: il lockdown seguito alla prima ondata di Covid-19, «che ha reso necessario instaurare rapporti di lavoro regolari per consentire al lavoratore di spostarsi liberamente per motivi di lavoro; successivamente, è intervenuta la norma che ha regolamentato l'emersione di rapporti di lavoro irregolari contenuta nel decreto Rilancio, che ha interessato prevalentemente i lavoratori stranieri e i cui effetti probabilmente si estenderanno anche al 2021». In crescita gli italiani (+12,8%) e i regolari nelle regioni del Sud (+14%) contro un +5,3% degli stranieri. Al Nord, dove si concentra il 50% delle assunzioni, la Lombardia si conferma la prima regione per occupati.

Nuova Collaborazione (NC), associazione di datori del lavoro domestico attiva in Italia dal 1969, si rallegra. «Il monitoraggio dell’Inps è una attività preziosa per tutto il comparto – commenta l’avvocato Alfredo Savia, presidente nazionale di NC – Il 2020 è stato un anno particolarissimo per effetto della pandemia, circostanza che ha messo in difficoltà sia le famiglie sia gli assistenti familiari, specie se dedicati alla assistenza dei minori e degli anziani. Come associazione datoriale siamo stati e siamo tuttora in prima linea per sostenere il settore. Bisogna far emergere il lavoro “nero”, ma al contempo il Governo – che si appresta alla riforma del Family Act – deve accompagnare questo impegno con opportune misure di defiscalizzazione per le famiglie che assumono».

I lavoratori domestici avevano superato quota un milione (1.014.511) nel 2012. L’anno successivo, il 2013, erano scesi a 965.175. Poi un decremento continuo, fino al 2019, in cui si è arrivati a 848.987. «Sugli aumenti influiscono eventi particolari come le sanatorie o, per il 2020, il Covid – interviene l’avvocato Filippo Breccia Fratadocchi, vicepresidente nazionale di Nuova Collaborazione -. Ci stiamo riavvicinando al milione di assunti regolari. Ma questo non deve far dimenticare l’impegno per la regolarizzazione dello stimato milione di “assistenti familiari” in nero. Le parti sociali, che hanno rinnovato il Contratto nazionale di settore l’8 settembre 2020, si sono impegnate ad aiutare colf, badanti e babysitter con misure straordinarie adottate dalla Cassacolf che integra le prestazioni sanitarie e assicurative. Serve concretezza da parte della Pubblica Amministrazione: per esempio, intervenendo per risolvere il problema dei lavoratori stranieri che hanno aderito alla sanatoria e che non possono accedere al piano vaccinale per intoppi burocratici».

«Il monitoraggio dell’INPS è una attività preziosa per tutto il comparto – commenta l’avvocato Alfredo Savia, presidente nazionale di NC – Il 2020 è stato un anno particolarissimo per effetto della pandemia, circostanza che ha messo in difficoltà sia le famiglie sia gli assistenti familiari, specie se dedicati alla assistenza dei minori e degli anziani. Come associazione datoriale siamo stati e siamo tuttora in prima linea per sostenere il settore. Bisogna far emergere il lavoro “nero”, ma al contempo il Governo – che si appresta alla riforma del Family Act – deve accompagnare questo impegno con opportune misure di defiscalizzazione per le famiglie che assumono».  «Sugli aumenti influiscono eventi particolari come le sanatorie o, per il 2020, il Covid – interviene l’avvocato Filippo Breccia Fratadocchi, vicepresidente nazionale di Nuova Collaborazione -. Ci stiamo riavvicinando al milione di assunti regolari. Ma questo non deve far dimenticare l’impegno per la regolarizzazione dello stimato milione di “assistenti familiari” in nero. Le parti sociali, che hanno rinnovato il Contratto nazionale di settore l’8 settembre 2020, si sono impegnate ad aiutare colf, badanti e babysitter con misure straordinarie adottate dalla Cassacolf che integra le prestazioni sanitarie e assicurative. Serve concretezza da parte della Pubblica Amministrazione: per esempio, intervenendo per risolvere il problema dei lavoratori stranieri che hanno aderito alla sanatoria e che non possono accedere al piano vaccinale per intoppi burocratici».

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