Larry Fink (BlackRock): capitalismo degli stakeholder non è istanza "woke"

Larry Fink (BlackRock): capitalismo degli stakeholder non è istanza "woke"
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Martedì 18 Gennaio 2022, 09:15

(Teleborsa) - "Il capitalismo degli stakeholder non ha niente a che fare con la politica, non rientra in nessuna agenda sociale o ideologica. Non è un'istanza "woke". È il capitalismo, che fa leva sulle relazioni reciprocamente vantaggiose tra voi e i vostri dipendenti, clienti, fornitori e le comunità su cui la vostra società fa affidamento per prosperare. È questo il potere del capitalismo". Sono le parole con cui Larry Fink, amministratore delegato del più grande gestore patrimoniale del mondo, ha difeso un movimento di azionisti che spinge le aziende a concentrarsi sugli interessi della società oltre che sui profitti. Nell'annuale lettera ai CEO, uno statement sempre molto commentato in ambito finanziario, il numero uno di BlackRock ha esortato le aziende a impegnarsi con tutte le parti interessate per garantire la redditività a lungo termine, difendendo il suo approccio al capitalismo.

"Nel mondo odierno, globalmente interconnesso, un'impresa deve creare valore aggiunto per essere ritenuta utile da tutti i suoi stakeholder, e poter quindi fornire un valore a lungo termine per i suoi azionisti - si legge nella lettera - Applicando efficacemente il capitalismo degli stakeholder, l'allocazione del capitale diventa efficiente, le società raggiungono livelli di redditività durevoli e si crea un valore sostenuto e a lungo termine. Ma non dobbiamo farci ingannare. Ad animare i mercati è ancora la giusta ricerca del profitto, e la redditività a lungo termine è la misura con cui i mercati determinano, in ultima analisi, il successo di un'azienda".

Fink sostiene che la pandemia ha portato cambiamenti nel mercato del lavoro e diminuito la fiducia nelle istituzioni tradizionali, "esacerbando la polarizzazione in molte società occidentali", con attivisti politici e media che "potrebbero politicizzare l'operato di un'azienda". Per questo, sostiene, "non è mai stato così essenziale per i CEO mostrare una voce coerente, uno scopo chiaro, una strategia coesa e una visione di lungo periodo. In questo clima di incertezze, lo scopo della vostra impresa deve essere la vostra stella polare. Gli stakeholder su cui la vostra società fa affidamento per generare profitti per gli azionisti hanno bisogno di sentirvi parlare direttamente; desiderano essere coinvolti e ispirati da voi".

L'impegno per la decarbonizzazione

Il CEO ha anche difeso la posizione di BlackRock nell'impegnarsi con le aziende sulla transizione energetica piuttosto che disinvestire del tutto, affermando che le società stesse non possono essere la "polizia climatica" ma dovrebbero invece collaborare con i governi. "Il disinvestimento da interi settori - o, semplicemente, il passaggio delle attività ad alta intensità di carbonio dai mercati pubblici a quelli privati - non si tradurrà nel raggiungimento dell'obiettivo delle zero emissioni nette", ha sostenuto nella lettera. "Il capitalismo ha il potere di plasmare la società e di agire come un potente catalizzatore per il cambiamento - ha aggiunto - Ma le imprese non possono farlo da sole, e non possono erigersi a carabinieri del clima. Non sarebbe un buon risultato per la società. Abbiamo bisogno che i governi forniscano percorsi chiari e una tassonomia coerente per la politica di sostenibilità, la regolamentazione e la divulgazione nei mercati".

I cambiamenti nel mercato del lavoro

Un'altra tesi è che nessun rapporto ha subito più modifiche a causa della pandemia di quello tra datori di lavoro e dipendenti: "La normalità prevedeva che i dipendenti andassero in ufficio cinque giorni alla settimana. Raramente si parlava di salute mentale sul luogo di lavoro e i salari della manodopera a basso e medio reddito crescevano a malapena. Quel mondo non esiste più". Secondo Fink, "le società che non si adeguano a questa nuova realtà, e non danno seguito alle istanze dei loro dipendenti, lo fanno a loro rischio e pericolo. Il turnover della forza lavoro fa aumentare le spese, abbassa la produttività ed erode la cultura e la memoria aziendale". Oltre a sovvertire il rapporto con il luogo fisico, la pandemia ha cambiato le prospettive su questioni come l'uguaglianza etnica, l'assistenza all'infanzia e la salute mentale, rivelando il divario tra le aspettative generazionali sul lavoro. Secondo il fondatore di BlackRock, "questi temi ora sono al centro della scena per i CEO, che devono riflettere attentamente su come usare la loro voce per creare sinergie sulle questioni sociali che stanno a cuore ai loro dipendenti".

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