La Fed sfida Trump: verso aumento dei tassi di interesse in USA

Mercoledì 19 Dicembre 2018
(Teleborsa) - Un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base ed una deceletrazione della stretta monetaria per il 2019. Questi i passi che sarebbe pronta a compiere la Federal Reserve, che al termine della due giorni del FOMC, sembrerebbe ignorare le posizioni espresse da Donald Trump.

Un braccio di ferro accentuatosi nella giornata di ieri, 18 dicembre, quando il Presidente americano si è scagliato a colpi di tweet contro la banca centrale USA guidata da Jerome Powell. Secondo il tycoon, infatti, la banca centrale dovrebbe ascoltare il mercato, reduce da due giorni di ribassi: "È incredibile che la Fed consideri un altro aumento dei tassi di interesse con un dollaro molto forte, virtualmente no inflazione, il mondo fuori dagli Stati Uniti che esplode, Parigi che brucia e la Cina che frena".

L'esito dell'ultima riunione della Fed per il 2018, atteso per questa sera alle ore 20, potrebbe dunque portare ad un incremento del costo del denaro, il nono dal 2015 ed il quarto del 2018, lanciando così i tassi ad una quota tra il 2,25% ed il 2,5%. Un'altra ipotesi, invece, è quella del congelamento dei tassi tra il 2% ed il 2,25%, livello a cui furono portati lo scorso settembre: un'eventualità che consentirebbe al Governatore della Banca centrale americana di aggiustare il tiro in materia di politiche monetarie, considerata anche la crescita che continua a registrare l'economia statunitense (+3,5% annuo).

Un'eventualità, quella del congelamento, che potrebbe portare problemi alla Fed, costretta a garantire imperturbabilità nel contesto macroeconomico e piena autonomia nella salvaguardia della stabilità dei prezzi. Elementi che, nel caso di una retromarcia, potrebbero suscitare dubbi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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