Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Ita, sfida finale tra le cordate, ma Msc-Lufthansa offre di più

Il trio Certares-Air-France-Delta in lieve svantaggio Ma sarà Palazzo Chigi a decidere. Pressing dei partiti

Ita, sfida finale tra le cordate, ma Msc-Lufthansa offre di più
di Umberto Mancini
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 6 Luglio 2022, 22:19

Parte la gara per Ita Airways. Con Msc-Lufthansa che martedì sera, alle 18 in punto, ha presentato per prima l’offerta vincolante per acquistare la compagnia tricolore. Allo scadere dei termini è arrivata l’offerta del trio Certares-Air France-Delta. Adesso spetterà al Tesoro valutare nel dettaglio le due proposte, esaminando sia il profilo economico che quello relativo al piano industriale e alla governance.

Tuttavia ciò che preme di più al governo italiano è assicurare al vettore un futuro di sviluppo, con la salvaguardia dei livelli occupazionali, l’implementazione della flotta e delle rotte, la valorizzazione di Fiumicino e del flusso turistico verso l’Italia. E proprio per seguire questa direzione di marcia, il Tesoro ha chiesto di poter dire l’ultima parola sulle scelte strategiche, non tanto un potere di veto, ma la condivisione di un percorso virtuoso che deve portare Ita Airways, dopo l’ottimo lavoro svolto da Alfredo Altavilla e Fabio Lazzerini, presidente e ad della compagnia, al sicuro, facendo dimentica le turbolenze ventennali della vecchia Alitalia. 


Al Tesoro in queste ore stanno “allineando” le due offerte per mettere in luce i punti di forza e le criticità. Secondo indiscrezioni, peraltro attendibili, Msc-Lufthansa sarebbe disposta a investire fino a 1-1,2 miliardi per la compagnia, mentre Certares è ferma sotto quota un miliardo. Msc avrebbe proposto un piano articolato per la gestione del tre business individuati: trasporto passeggeri, cargo e flusso verso le navi da crociera. Con una forte spinta all’intermodalità verso i porti e le varie città italiane.

Tra i punti qualificanti l’obiettivo, scritto nero su bianco, di incrementare il turismo made in Italy, sfruttando gli hub tricolori e le sinergie con le navi da crociera del gruppo di Gianluigi Aponte. Mentre Certares, insieme ad Air France e Delta, su questo fronte è un po’ debole, perchè punta sull’hub di Parigi. Mette in campo però il vasto network mondiale e i consolidati rapporti di partnership con la “vecchia” Az. Dopo una attenta analisi il Tesoro ha sostanzialmente tre strade da percorrere: può inviare le proprie valutazioni direttamente a Palazzo Chigi, con la “pagella” finale; chiedere un supplemento di indagine, avviando negoziazioni ulteriori con entrambe le cordate o con una sola; considerare le offerte ancora non sufficienti e riavviare una nuova gara dopo l’estate. 


LE TAPPE
I nodi da sciogliere, tra aumento dei carburanti, riflessi della pandemia sul mercato e congiuntura mondiale, sono tanti e interconnessi tra loro. Sia come sia il processo di cessione sarà travagliato anche in considerazione del fatto che i partiti, in questa fase finale, accentueranno le pressioni su Palazzo Chigi per spingere questa o quella soluzione. Non solo. Anche a livello dei vari governi - Usa, Francia e Germania - non mancheranno le spinte e le sponsorizzazioni. La posta in gioco è alta. Chi vincerà la partita, va sottolineato, avrà la leadership sul ricco mercato europeo e, di fatto, su quello mondiale, consolidando posizioni e mettendo alle corde i competitori. Proprio in un momento in cui il modello delle low cost è in sofferenza e con gli equilibri nel trasporto aereo che si vanno modificando. 


Non è un caso quindi che il Tesoro voglia restare, almeno per un po' di tempo, con una quota nel capitale (20-25%). Per orientare la prua e non disperdere gli sforzi fatti (oltre 15 miliardi spesi tra salvataggi e rilanci) in tanti anni con Alitalia, di cui Ita da ottobre scorso è l’erede. Poi lascerà ai privati definitivamente, uscendo dall’azionariato o diluendosi considerevolmente.

 
IL RUOLO DEI PARTITI
Una partita a scacchi non facile in cui Msc-Lufthansa appare favorita, alla luce, tra l’altro, dell’intenzione di voler aumentare la flotta. Ma colpi di scena, quando è in ballo la nostra compagnia aerea, sono sempre possibili. Tra l’altro circola un rumors su una possibile “recompra” da parte del Mef se le cose non dovessero andare bene. Il ruolo della politica avrà quindi il suo peso e spetterà proprio a Mario Draghi, già alle prese con le fibrillazioni della maggioranza, trovare una soluzione nell’interesse esclusivo del Paese. O rinviare ancora a tempi migliori. L’obiettivo prioritario è comunque quello di chiudere entro luglio. 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA