Istat, export in crescita a luglio

Giovedì 17 Settembre 2020
(Teleborsa) - Prosegue a luglio la fase di risalita delle vendite all'estero verso entrambi i mercati di sbocco, UE (+3,9%) ed extra UE (+7,6%). La crescita congiunturale dell'export, più intensa verso i paesi extra UE, è estesa a tutti i raggruppamenti principali di industrie ed è dovuta in particolare agli aumenti delle vendite di beni di consumo non durevoli, beni strumentali e beni intermedi. Lo rileva l'Istat che sottolinea come su base annua, la flessione dell'export si riduca ulteriormente "ed è spiegata, per metà, dal calo delle vendite di macchinari, prodotti della raffinazione e metalli".

Anche le importazioni continuano a crescere sul mese, ma sull'anno registrano una contrazione ancora molto ampia e in più lenta attenuazione. A luglio, i prezzi all'import segnano un lieve rialzo congiunturale e un modesto ridimensionamento del calo tendenziale (-6,4%, da -6,5% di giugno), cui contribuiscono le dinamiche dei prezzi nell'Area non euro.

L'Istituto di statistica stima per il mese di luglio una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l'estero, più intensa per le esportazioni (+5,7%) che per le importazioni (+4,8%).

Nel trimestre maggio-luglio rispetto al precedente, la ripresa congiunturale registrata a partire da maggio si traduce in un aumento per l'export (+4,4%) e in una diminuzione contenuta per l'import (-2,3%).

Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla flessione tendenziale dell'export si segnalano macchinari e apparecchi n.c.a. (-8,3%), prodotti petroliferi raffinati (-48,0%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-9,1%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-15,9%) e articoli in pelle escluso abbigliamento e simili (-15,6%). In aumento su base annua le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+12,8%), autoveicoli (+5,7%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+1,3%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (+1,5%).

Su base annua, i Paesi che contribuiscono in misura maggiore alla caduta dell'export sono Spagna (-16,4%), Germania (-5,3%), Francia (-6,1%), Stati Uniti (-5,4%), Regno Unito (-9,5%), paesi OPEC (-12,8%) e Svizzera (-6,3%). In aumento le vendite verso Belgio (+15,6%) e Cina (+14%).

A luglio, l'Istat stima che il saldo commerciale aumenti di 2.077 milioni di euro (da +7.617 milioni a luglio 2019 a +9.694 milioni a luglio 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +11.679 milioni di euro (era +11.084 milioni a luglio 2019). © RIPRODUZIONE RISERVATA