Irpef, nuove aliquote: risparmi fino a 700 euro. Caro bollette, salta il contributo di solidarietà

La proposta di riforma del Fisco del governo e la trattativa con i sindacati

Irpef, nuove aliquote: risparmi fino a 700 euro: chi ci guadagna con la riforma (e come il bonus Renzi sarà inglobato)
di Andrea Bassi
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 10:20 - Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 06:59

Il governo ha promesso che con le nuove quattro aliquote che saranno introdotte con la riforma dell'Irpef, nessun contribuente ci perderà. Anzi. Ci sarà un guadagno per tutti gli scaglioni di reddito. Durante l'incontro con i sindacati ha illustrato una serie di tabelle per difendere le ragioni della riforma, mostrando i risultati delle simulazioni sulle diverse categorie di contribuenti. Innanzitutto va ricordato, come detto, che con la riforma proposta dal governo e che sarà tradotta in un emendamento da presentare alla legge di Bilancio, le aliquote fiscali passeranno da cinque a quattro. Per i redditi fino a 15 mila euro rimarrà l'aliquota del 23 per cento; per quelli tra 15 mila e 28 mila euro, l'attuale aliquota del 27 per cento sarà ridotta al 25 per cento; per i redditi da 28 mila euro a 50 mila euro (si tratta di un nuovo scaglione, visto che il precedente arrivava fino a 55 mila euro) l'aliquota sarà del 35 per cento contro l'attuale 38 per cento; per i redditi superiori a 50 mila euro si passerà direttamente al 43 per cento (scompare dunque lo scaglione del 41 per cento).

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Cdm sospeso alle 14.30. Il Consiglio dei ministri è stato momentaneamente sospeso. Dietro la sospensione, riferiscono fonti di governo, ci sarebbe il mancato accordo tra le forze di maggioranza sul taglio delle tasse. In particolare a dividere - centrodestra e Iv da un lato, Pd, M5S e Leu dall'altro - il contributo di solidarietà, per il 2022, per i redditi Irpef sopra i 75mila euro, che non beneficerebbero del taglio allo studio così da liberare 250 milioni di euro da impiegare contro il rincaro delle bollette. Altro elemento di rottura, la decontribuzione di 1,5 miliardi una tantum che, nel patto tra partiti raggiunto al Mef la settimana scorsa, avrebbe riguardato i lavoratori dipendenti sotto i 47mila euro di reddito, mentre in queste ore -complice il muro eretto dai sindacati- si sta ragionando di far scendere l'asticella dai 35mila euro di reddito in giù, restringendo la platea dell'intervento per favorire le fasce più deboli. 

Alla fine non sarà introdotto il contributo di solidarietà per i redditi più alti, per far fronte al rincaro delle bollette. Lo si apprende al termine del Consiglio dei ministri. La misura è stata cassata vista la spaccatura del governo e la contrarietà di Lega, Fi e Iv.

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Irpef, dalle aliquote alle detrazioni sui redditi

A cambiare non saranno soltanto le aliquote, ma anche le detrazioni sui redditi che concorrono alla determinazione dell'imposta. Ci sarà una detrazione di base di 3.100 euro, superiore ai 1.880 euro di oggi. Questo farà sì che anche la no tax area, la quota di reddito non soggetta a nessuna tassazione, aumenti. Quali saranno gli effetti complessivi di questa manovra? Secondo le simulazioni presentate dal governo, per i redditi fino a 15 mila euro il beneficio sarà di 61 euro l'anno. Per la fascia di reddito che va da 15 mila a 28 mila euro, il beneficio sarà di 150 euro l'anno. Per i redditi compresi tra 28 mila e 50 mila euro, l'aumento delle buste paga grazie alla minore imposta, sarà di 417 euro l'anno. Per i redditi da 50 a 55 mila euro, si avrà l'impatto maggiore: un risparmio fiscale di 692 euro l'anno. Per i redditi da 55 mila a 75 mila euro l'anno lo sconto d'imposta sarà di 468 euro, mentre per i redditi superiori a 75 mila euro l'anno lo sconto sarà di 247 euro l'anno. 

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Il bonus Renzi

Che fine farà invece il "bonus Renzi" il contributo da 80 euro al mese portato a 100 euro dal governo Conte? Il bonus sarà "inglobato" grazie proprio all'aumento delle detrazioni sui redditi. Ma non scomparirà per tutti. Per i redditi fino a 15 mila euro dovrebbe rimanere in vita, anche perché si tratta di una soglia di reddito che non paga abbastanza Irpef per poter beneficiare pienamente delle detrazioni.

La trattativa con i sindacati

Contro la proposta di riforma dell'Irpef proposta dal governo, si sono schierati i sindacati. Che però, dopo una trattativa con Palazzo Chigi hanno ottenuto per il prossimo anno uno sconto contributivo che andrebbe a beneficio dei redditi fino a 47 mila euro. Lo scontro contributivo previsto è, per adesso, di mezzo punto percentuale. I contributi versati all'Inps dunque, scenderebbero dall'8,90 per cento all'8,50 per cento. Con quali effetti sulle buste paga? Su un reddito di 20 mila euro l'anno il beneficio sarebbe di 100 euro. Con 47 mila euro si arriverebbe a 235 euro di minori contributi versati l'anno che il lavoratore si ritroverebbe in busta paga in aggiunta allo sconto fiscale ottenuto con la revisione delle aliquote Irpef. 

Il contributo di solidarietà

Intanto si è tenuta la cabina di regia di maggioranza sulla riforma Irpef in vista del consiglio dei ministri. Al tavolo è stata portata la richiesta dei sindacati di istituire un contributo di solidarietà per azzerare i benefici fiscali dovuti all'introduzione delle quattro aliquote, per i redditi oltre i 75 mila euro. Da questa soglia in poi, il beneficio sarebbe costante e sarebbe pari a 247 euro l'anno. Questo importo dovrebbe essere rimborsato e destinato, secondo la proposta, al taglio delle bollette per i redditi più bassi. Insomma, una politica "redistributiva" chiesta dai sindacati e appoggiata durante la cabina di regia da Leu e dal Pd. Il contributo dovrebbe avere una durata di un anno e di fatto si tradurrebbe in uno slittamento per i redditi oltre i 75 mila euro dell'entrata in vigore della riforma Irpef.  

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