Irpef a tre aliquote, Uil: "Beneficio per pochi lavoratori dipendenti"

Lunedì 15 Luglio 2019
L'Irpef a tre aliquote che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe essere l'alternativa alla flat tax, porterebbe un reale beneficio per pochi lavoratori dipendenti e pensionati e un vero vantaggio solo ai redditi più alti.

Sono i dati che emergono da uno studio Uil: dalla simulazione effettuata, la riduzione a tre dalle cinque aliquote attuali, significherebbe un risparmio di 41 euro al mese per i redditi di 30mila euro, di soli 15 euro per chi ha un reddito di 20mila euro, ma di oltre 3mila euro per i redditi sopra i 100mila euro, cioè l'1,18% dei dipendenti e pensionati.

"La simulazione dimostra che per oltre 16,7 milioni di lavoratori, il 76,87% del totale, l'impatto sarebbe nullo o minimo", si legge nello studio Uil.

Il rapporto ha confrontato l'ipotesi di una revisione dell'Irpef per i soli redditi da lavoro dipendente e assimilati con una riduzione a 3 delle aliquote: 23% per lo scaglione di reddito compreso tra i 10mila e i 28mila euro; 37% per i redditi tra i 28mila e i 100mila euro; 42% per lo per i redditi superiori ai 100mila euro.

I dati confermano che la sola riduzione dell'Irpef non impatta in alcun modo per i redditi fino a 15.000 euro lordi annui, cioè il 18,91% di pensionati e lavoratori dipendenti, in totale 4,1 milioni di persone.

Pochi benefici, invece, per la fascia tra i 15mila e i 29mila euro di reddito, che rappresenta il 57,96% dei contribuenti con redditi da lavoro dipendente e da pensione. Su questa fascia, che comprende 12,6 milioni di dipendenti, la riduzione è contenuta: a 20mila euro l'anno le tasse calano di 200 euro l'anno, da 4.800 e 4.600 euro, 15 euro al mese. A 25mila euro le tasse scendono di 400 euro l'anno, mentre a 30 mila di 540 euro l'anno, 41 euro al mese in meno considerando le 13 mensilità contrattuali.

Sopra i 30mila euro invece, aumenterebbero i vantaggi ma per una platea di dipendenti e pensionati più piccola. Tra i 29mila e i 100mila euro di redditi, cioè 4,7 milioni di dipendenti e pensionati per il 21,89% del totale, la diminuzione passa da 590 euro (a quota 35.000 euro di reddito) a 1.890 euro l'anno (sugli 80mila euro).

Il vero vantaggio andrebbe ai redditi dei dipendenti e dei pensionati più ricchi, sopra i 100mila euro: 258mila contribuenti, pari all'1,18% del totale dei dipendenti. Per loro lo sconto supera i 3mila euro, passando dai 3.090 euro per i 100mila euro, ai 3.290 a 120mila euro, 3.390 per i 130mila euro, fino ai 3.590 euro di tasse in meno l'anno per i redditi da 150mila euro.

"È assolutamente necessario tagliare le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati - commenta il segretario confederale della Uil Domenico Proietti - L'ipotesi circolata in questi giorni di una riforma dell'Irpef con tre aliquote produrrebbe, rispetto all'attuale sistema, una minima riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti. Dallo studio emerge chiaramente che la differenza tra l'attuale imposta e l'ipotetica Irpef a 3 aliquote sia a tutto vantaggio dei redditi più elevati. Per la Uil - conclude Proietti - la via da seguire per ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati è agire sulle detrazioni specifiche". Ultimo aggiornamento: 16:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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