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Inflazione senza freni, associazioni: mazzata record per consumatori

Inflazione senza freni, associazioni: mazzata record per consumatori
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Venerdì 1 Luglio 2022, 14:15 - Ultimo aggiornamento: 16:42

(Teleborsa) - Accelera anche nel mese di giugno l'inflazione in Italia che sale a un livello (+8% da +6,8% del mese precedente) che non si registrava da gennaio 1986 (quando fu pari a +8,2%).



Federconsumatori parla di "nuovo, drammatico, balzo in avanti" chiedendo al Governo "di intervenire in maniera più determinata e incisiva a favore delle famiglie, specialmente quelle che si trovano in maggiore difficoltà." – afferma Michele Carrus Presidente di Federconsumatori. "Le disuguaglianze e la povertà, anche in campo alimentare ed energetico, aumentano sempre di più nel Paese: per arginarle sono necessarie misure straordinarie di sostegno alle famiglie e di contrasto alle speculazioni".

Per il Codacons il rialzo dell'inflazione all'8% a giugno rappresenta una "mazzata" per i consumatori e avrà effetti pesantissimi non solo sulle tasche delle famiglie, ma anche sull'economia nazionale.

Il tasso di inflazione all'8% si traduce a parità di consumi in una maggiore spesa pari a +2.457 euro annui per la famiglia "tipo", che raggiungono +3.192 euro annui per un nucleo con due figli, considerata la totalità dei consumi di una famiglia – calcola il Codacons.

"Le nostre peggiori previsioni trovano purtroppo conferma nei dati Istat – spiega il presidente Carlo Rienzi – Siamo in presenza di una vera e propria emergenza nazionale che avrà effetti pesanti sull'economia e sulle condizioni economiche delle famiglie. I prezzi al dettaglio, tuttavia, sono destinati a salire ancora nelle prossime settimane, come conseguenza dell'escalation dei carburanti che registrano livelli altissimi alla pompa e delle evidenti speculazioni sui listini, e l'inflazione è destinata a raggiungere quota 10%".

L'inflazione raggiunge a giugno il livello più alto degli ultimi 62 anni, rappresenta "una sciagura per le tasche dei consumatori e deve portare il Governo ad adottare provvedimenti urgenti a tutela delle famiglie e del loro potere d'acquisto". Lo afferma Assoutenti, commentando i preoccupanti dati sull'inflazione diffusi oggi dall'Istat.

"I prezzi dei prodotti alimentari registrano a giugno una impennata record, aumentando del +9,1% rispetto allo scorso anno e addirittura del +1,2% in un solo mese - spiega il presidente Furio Truzzi – Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +681 euro annui, una stangata senza precedenti".

"Siamo in presenza di un vero e proprio allarme destinato purtroppo ad aggravarsi nei prossimi mesi", aggiunge Truzzi.

L'Unione Nazionale Consumatori parla di un vero e proprio " disastro". I prezzi - si legge nella nota - "proseguono oramai indisturbati la loro corsa e le speculazioni non trovano più alcun ostacolo o freno. Bisogna tornare ai prezzi amministrati almeno per quei prodotti come il gasolio, che incidendo sui costi di distribuzione ha effetti moltiplicativi sulla merce trasportata, e come i beni energetici che oramai hanno contagiato tutti gli altri comparti merceologici" afferma il Presidente Massimiliano Dona.

"Senza i rincari dei beni energetici l'inflazione oggi sarebbe pari al 4,2%. Anche se per il mercato tutelato Arera ha annunciato ieri che da luglio a settembre i prezzi di luce e gas restano stabili, non è una gran bella notizia per le famiglie che non ce la fanno più a pagare le bollette, visto che avere gli stessi prezzi di prima equivale a livelli da primato e a fatture da infarto. Secondo i dati Istat di oggi, l'energia elettrica, considerando sia il mercato tutelato che quello libero, sale rispetto a giugno 2021 dell'81,4%, il che equivale per una famiglia media ad un rialzo annuo pari a 514 euro. Per il gas l'incremento è del 63,2%, che corrisponde ad una stangata di 394 euro" prosegue Dona.

"L'inflazione a +8% significa, per una coppia con due figli, una batosta complessiva, in termini di aumento del costo della vita, pari a 2667 euro su base annua, 1057 per Abitazione, acqua ed elettricità, 600 euro per i Trasporti, 700 per prodotti alimentari e bevande, 722 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la mazzata totale è pari a 2476 euro, 995 per l'abitazione, 562 per i trasporti, 632 euro per cibo e bevande. In media per una famiglia il rialzo annuo è di 2087 euro, 960 per l'abitazione, 396 per i trasporti, 513 euro per mangiare e bere. Ma il record spetta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una scoppola pari a 2988 euro, 836 solo per il cibo" conclude Dona.

Per l'Ufficio Studi Confcommercio il dato sull'andamento dei prezzi rappresenta "un ulteriore salto indietro nel tempo,
con valori così elevati, sia in termini di profili mensili sia annuali, che non si registravano dalla fine degli anni '80, e non consola sapere che il dato italiano è allineato a quanto si rileva nel complesso dell'area euro (+8,6% tendenziale a giugno). Inoltre, come paventato da tempo, le pressioni inizialmente concentrate nell'energetico si sono ormai diffuse ad altri settori, in primis i trasporti e
l'alimentare.

Alla luce di queste dinamiche e delle persistenti tensioni che agitano i mercati delle materie prime – prosegue la nota - "diventa sempre più complicato ipotizzare un rientro delle tensioni inflazionistiche nel breve periodo. Elemento che rende sempre più concreta la possibilità di un'inflazione, nella media del 2022, superiore al 7% e di un rientro molto graduale nel 2023, con inevitabili pesanti effetti sul reddito disponibile e sul potere d'acquisto della ricchezza detenuta in forma liquida da parte delle famiglie, con conseguenti riverberi negati sui comportamenti di spesa. Se, al momento, gli effetti sui consumi appaiono ancora limitati – conclude Confcommercio - è molto probabile che da settembre le famiglie saranno costrette a una selezione degli acquisti, con gravi effetti negativi sui consumi e, quindi, sul PIL".

Nonostante le imprese della Distribuzione Moderna non stiano ancora trasferendo sui prezzi di vendita tra 2 e 3 punti percentuali d'inflazione che hanno già riconosciuto nella fase di acquisto, il carrello della spesa è significativamente in ulteriore incremento - commenta Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Ufficio Studi e Relazioni con la Filiera di Federdistribuzione. Questo trend negativo continuerà anche nei prossimi mesi, accompagnato dalla crescita del clima d'incertezza: i dati Istat confermano che il clima di fiducia delle famiglie è sceso a giugno, registrando un'ulteriore diminuzione dell'indice da 102,7 a 98,3, il livello più basso da novembre 2020».

"Una situazione fotografata anche dalla recente rilevazione che abbiamo condotto con Ipsos sul sentiment dei consumatori, che certifica la crescente preoccupazione degli italiani per la propria situazione economica: il 76% degli italiani si ritiene molto preoccupato dall'incremento dell'inflazione sul proprio bilancio familiare, segnando una crescita del +9% rispetto a ottobre 2021. 9 italiani su 10 – prosegue Buttarelli - prevedono di conseguenza di attuare qualche strategia per ridurne l'impatto sulle proprie finanze, a partire da una riduzione dei consumi; oltre un terzo degli italiani (32%) non è disposta a pagare di più per l'acquisto di prodotti di qualità a fronte di un aumento superiore al 5% del loro prezzo. Un'ulteriore conferma del rischio per la tenuta delle filiere agroalimentari italiane di eccellenza, con un impatto negativo sulla crescita del Paese".
 

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