Imu-Tasi unica, si scalda il fronte della tassazione della casa

Sabato 12 Ottobre 2019
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​Carcere grandi evasori e Imu-Tasi unica: proteste per tassa Sim business

Ultimi ritocchi al pacchetto fisco che marcherà le politiche redistributive del governo giallo-rosso. Mentre sembra essere stato raggiunto un accordo sul pacchetto di norme per rafforzare la lotta all'evasione che ha la sua bandiera nel carcere ai «grandi evasori» e il suo obiettivo in 7 miliardi di entrate, si sta riscaldando il fronte della tassazione sulla casa con l'unificazione delle imposte Imu-Tasi. Il carcere ai grandi evasori esiste già, ma adesso il governo giallo-rosso punterebbe ad abbassare le soglie di punibilità (50.000 e 100.000 a seconda delle fattispecie di reato) e aumentare le pene fino a 8 anni. Oggi Luigi Di Maio ha ribadito la linea fiscale dei M5s: «inutile accanirsi sul commerciante o sul professionista ma concentrarsi sui grandi evasori» per questi ultimi «non si può perdere altro tempo». Mentre il segretario della Cgil Maurizio Landini ricorda che l'evasione fiscale è a 109 miliardi l'anno di cui 35 miliardi di Iva, una tassa pagata solo dai consumatori, ed evasa lungo tutti i passaggi della filiera.

L'unione di Imu-Tasi, già prevista dal precedente governo, nasconderebbe, secondo alcune indiscrezioni, un aggravio della già presente patrimoniale sugli immobili. Secondo la Lega, il governo giallo-rosso punterebbe ad aumentare l'aliquota di base allo 0,86 per mille. «Sarebbe un insulto al buon senso, prima ancora che ai proprietari. La patrimoniale sugli immobili, che continuano a perdere valore, va ridotta» tweetta il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa. In arrivo anche la Web tax per colpire le grandi multinazionali del web che operano in Italia spesso senza nemmeno una struttura fisica. Il modello scelto sarebbe quello francese e dovrebbe fissarsi su un aliquota del 3% sui ricavi, l'imponibile sarebbe determinato in base alla dichiarazione Iva. Sembra essere tramontata invece la tassa sulle Sim aziendali (i contratti business). «Un nuovo tributo a carico alle linee mobili »business«, oltre ad aggravare la situazione attuale, arrecherebbe un danno gravissimo alla diffusione delle tecnologie digitali nelle imprese di piccole, medie e grandi dimensioni, tra i professionisti, gli artigiani e i commercianti» protesta Assotelecomunicaizioni.
 

Ultimo aggiornamento: 19:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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