Imprenditori a Cernobbio danno fiducia al governo, timori per i dazi

Imprenditori a Cernobbio danno fiducia al governo, timori per i dazi
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Venerdì 6 Settembre 2019, 19:00 - Ultimo aggiornamento: 22:41

Le imprese e la finanza promuovono il nuovo governo e gli esprimono fiducia, in anticipo rispetto a quella dovrà ricevere da Camera e Senato. A Cernobbio, all'annuale Forum Ambrosetti, il check up al nuovo governo è un tema obbligato. Se ne parla nei dibattiti ufficiali ma anche nei capannelli con in mano un cocktail sulle rive del lago di Como. Ma che sia un manager, o un ex ministro ora all'opposizione, la lettura è univoca e il clima che si respira è positivo. Restano però i timori sulla guerra commerciale globale che potrebbe incidere negativamente sulla crescita.

In attesa che arrivino gli esponenti del nuovo governo, previsti per domenica, la politica e le imprese suonano la
stessa sinfonia sul «ricostruire un clima di dialogo con l'Europa». A benedire il nuovo governo è il fondatore dell'Ulivo Romano Prodi che rivolge gli «auguri alla nuova maggioranza affinché si chiami Orsola», facendo riferimento alla proposta, lanciata ad agosto, di coalizione fra Pd-M5S alludendo all'asse favorevole all'elezione della presidente della commissione europea. Pur non volendo parlare direttamente delle questioni politiche italiane, l'ex presidente della commissione europea, indica la strada di avere «più Pil e meno debito».

Dal mondo della finanza gli fa eco il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Piero, il quale ribadisce la necessità di «affrontare il tema della crescita». A parlare di «clima positivo e di fiducia» è Pier Carlo Padoan, secondo il quale i rapporti con l'Europa sembrano «ben impostati».

Un ritorno al dialogo con l'Ue e la centralità dell'Italia è il comune denominatore nei discorsi affrontati a Cernobbio. Un ruolo «importante e centrale sarà quello che svolgerà Paolo Gentiloni», affermano molti imprenditori. La presidente dell'Eni, Emma Marcegaglia, vede tutte le condizioni per «cambiare un po' la politica europea» e sostiene che potrebbe aprirsi una nuova stagione con l'imprenditoria pronta a collaborare «con il governo».

Dai lavori del forum Ambrosetti, che ha visto il ricordo di Fabrizio Saccomanni, l'ex presidente di Unicredit ed ex ministro scomparso recentemente, arrivano le indicazioni per le priorità che la nuova maggioranza di governo dovrà affrontare. L'idea comune è quella di mettere in campo provvedimenti che stimolino la crescita economica, che taglino il cuneo fiscale e potenzino gli investimenti per le infrastrutture. Una ricetta condivisa dall'ex ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi che vede la necessità di uno sforzo collettivo per «imprimere un salto di qualità al Paese».

L'attenzione è ora puntata sulla nuova legge di bilancio, ma gli imprenditori possono già tirare un sospiro di sollievo dopo la riduzione dello spread e l'andamento positivo della Borsa. A riconoscerlo è il forzista Renato Brunetta secondo il quale la «nomina di Gentiloni in Europa e Gualtieri all'economia in parte tranquillizzano» mentre la caduta dello spread é un «giudizio di favorevole attesa. Le prospettive, invece, sono nelle mani degli Dei». Mentre il giudizio sul governo è netto perchè si tratta di «un esecutivo debole, per colpa di Salvini».

Timori ci sono però per il protezionismo commerciale che può mettere a rischio la stabilità globale. Questa la maggiore preoccupazione degli oltre 200 imprenditori presenti al forum di Cernobbio. I dazi, dunque, preoccupano molto. Secondo il 63,4% dei partecipanti le implicazioni del protezionismo commerciale avranno l'impatto maggiore sulla stabilità globale. Al secondo posto migranti e controllo delle frontiere, indicato dal 40,9% degli imprenditori. Più indietro la diffusione del populismo in Europa (38%) e le minacce cibernetiche e fake news (36,6%).

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