Iliad spinge sull'Italia: 2,8 milioni di abbonati in 7 mesi. Il 2018 chiude in rosso

Benedetto Levi, amministratore delegato di Iliad Italia
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Martedì 19 Marzo 2019, 10:45 - Ultimo aggiornamento: 22:01

Iliad spinge sul mercato italiano: a sette mesi dal lancio dei suoi servizi di telefonia mobile nella Penisola, il gruppo francese guidato dall'imprenditore, Xavier Niel, annuncia di aver quasi raggiunto la soglia dei 3 milioni di abbonati.

L'azienda transalpina, annunciando i risultati 2018 chiusi a livello di gruppo con un utile in calo del 18,5% a 330 milioni, festeggia «il grande successo commerciale con 2,8 milioni di abbonati reclutati in 7 mesi» in Italia. Sul mercato tricolore l'anno si è chiuso per l'ultimo arrivato nel mercato della telefonia mobile con ricavi per 125 milioni e perdite operative per 52 milioni. Gli investimenti sono stati pari a 261 milioni nella rete e 342 milioni per l'acquisizione delle frequenze. A livello globale invece i ricavi sono cresciuti dell'1,6% a 4,6 miliardi, mentre il margine operativo lordo è sceso dell'1,2% a 1,75 miliardi. Tornando all'Italia Iliad vede il 2019 ancora in rosso ma conta di «raggiungere un equilibrio in termini di ebitda con meno del 10% della quota di mercato». 

Iliad in Italia per ora resta focalizzata sul mobile ma le sinergie tra fisso e mobile ci sono e in futuro potrebbero essere sfruttate, come già fatto in Francia. L'introduzione anche in Italia della cosiddetta Freebox - la scatoletta internet, tv e telefono fisso a prezzi stracciati con cui Niel ha rivoluzionato dal 2002 il mercato francese - dunque non è più un tabù. A chi chiedeva se Iliad intendesse portare anche le offerte 'triple play', l'amministratore delegato del gruppo, Thomas Reynaud, dichiara ormai apertamente che si tratta di «una possibilità». Anche se per l'outsider delle tlc - che, tra l'altro, cerca un fondo per una partnership industriale per condividere lo sforzo sulle sue 5.700 torri - bisogna avanzare passo passo.

«In un primo tempo vogliamo davvero focalizzarci sulle attività mobili, ma esistono sinergie molto forti tra reti
mobili e reti fisse», ha spiegato presentando i risultati 2018 a Parigi. «Costruire un operatore telecom - ha proseguito il manager - è qualcosa di molto complesso,con sfide tecnologiche importanti». «In un primo tempo ci focalizziamo sulle attività mobili», in un «secondo la box è una possibilità», ha ribadito dinanzi ai cronisti convocati nella sede di Rue Ville L'Eveque. 

Finora la campagna d'Italia del gruppo parigino, la prima in un paese straniero, si sta rivelando un «vero successo», il «più importante in Europa» dopo quello quello di Free Mobile in Francia. Reynaud ha poi precisato che «la grande sfida per il 2019 sarà accelerare il dispiegamento della rete» nel quadro degli accordi di partenariato con Wind-3.

Il direttore finanziario, Nicolas Jaeger, spiega da parte sua che Iliad detiene attualmente «circa il 3%» del mercato italiano in un contesto di crescita «forte» e con un possibile equilibrio di bilancio già «sotto al 10%». Per Jaeger è adesso fondamentale potenziare la rete anche per «assorbire il traffico» e «non dipendere da terzi a cui paghiamo onorari importanti», senza dimenticare la conquista di nuovi abbonati.

«Credo che siamo il marchio preferito dagli italiani, sinonimo di innovazione, trasparenza e semplicità», sottolinea Reynaud, secondo cui l'arrivo di Iliad ha contribuito a ridurre il fenomeno «multi-sim».

 

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