Il crowdfunding sbarca in Borsa. CrowdFundMe dà il via all'IPO

Lunedì 26 Novembre 2018
(Teleborsa) - CrowdFundMe, una delle maggiori piattaforme italiane di raccolta fondi online, sbarcherà in Borsa e più precisamente sul mercato AIM Italia, quello dedicato alle PMI desiderose di crescere. Si tratta non solo della prima società fintech ad essersi quotata in Italia, ma anche della prima IPO in Europa di una società attiva nel crowfunding.

Partito la scorsa settimana il roadshow per illustrare l'operazione di IPO, che punta a raccogliere fino a 5 milioni di euro tutti in aumento di capitale, mediante l'offerta di nuove azioni ad investitori qualificati italiani ed esteri. Al servizio dell'aumento di capitale anche l'emissione di 1.738.840 warrant da assegnare gratuitamente ai nuovi azionisti in ragione di 1 warrant ogni azione ordinaria.

Il collocamento è già partito venerdì scorso 23 novembre 2018 e terminerà il'11 dicembre 2018. Il range di prezzo delle azioni è stato fissato tra un minimo di 8 euro e un massimo di 10 euro per azione, che corrisponde ad un enterprice value fra 9 e 11,6 milioni di euro.

CrowdFundMe è la prima piattaforma italiana per numero di utenti (ne ha circa 5 mila) e la seconda per raccolta (10 milioni di euro in tre anni). Ma il primato è rappresentato dalla raccolta effettuata per la startup Glass to Power pari a 2,2 milioni di euro. CrowdFundMe ha lavorato anche per sé, raccogliendo nel 2017 la cifra di 278 mila euro da 122 investitori, con un rafforzamento di capitale del 10%.


"Il nostro obiettivo è quello di affermarsi quale leader nel mercato dell'equity crowdfunding italiano" ha affermato il fondatore ed Amministratore delegato Tommaso Baldissera Pacchetti, sottolineando che il capitale raccolto dall'IPO andrà a rafforzare struttura aziendale (investimenti sul portale e sul team di lavoro) e posizionamento della società (apertura di un secondo portale).

In una intervista a Websim, il manager ha anche dichiarato di non essere intimorito dall'attuale fase di stress e dei mercati, perché la finanza cosiddetta "alternativa" rappresenta un importante elemento di diversificazione degli investimenti, ed di vedere un futuro roseo per il mercato del crowdfunding, grazie anche agli incentivi fiscali predisposti dal legislatore.


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