Dal convertendo Fiat al vertice Rai, passando per Wind fino all'Alitalia

Lunedì 19 Novembre 2018 di Roberta Amoruso
Richiesto di precisare il suo compenso quale commissario di Alitalia, alcuni mesi fa rispose un po' stupito: «Francamente non lo so, ne riparleremo a conclusione dell'avventura. Di certo i nostri emolumenti saranno ben lungi da quelli riconosciuti ai commissari di casi come Parmalat o la liquidazione di Alitalia nel decennio passato». Uomo di numeri e di visioni industriali con la fama di grande risanatore aziendale, Luigi Gubitosi non disdegna certo il guadagno, ma è solito anteporre il piacere della sfida a quello del ritorno economico personale. Pur avendo ricoperto posizioni particolarmente delicate in aziende di primo piano, raramente il suo nome è apparso nelle classifiche relative agli stipendi dei top manager nazionali.

Commissario di Alitalia insieme a Stefano Paleari ed Enrico Laghi, il nuovo amministratore delegato di Tim vanta un curriculum di tutto rispetto con un palmares invidiabile: come capo azienda, nessun insuccesso. Nato a Napoli nel 1961, Gubitosi lo scorso maggio è entrato nel consiglio di amministrazione di Tim nonostante l'impegnativo incarico alla cloche della compagnia che aveva impugnato esattamente un anno prima.

LO SGUARDO ALL'INNOVAZIONE
Profondo conoscitore dei percorsi finanziari nazionali e internazionali, vanta una significativa esperienza nel campo delle telecomunicazioni: dal 2007 al 2011 è stato infatti amministratore delegato di Wind, dopo essere entrato nella società controllata da Naguib Sawiris nel 2005 con la carica di direttore finanziario. Proprio Wind ha segnato una tappa importante nella sua carriera professionale, avendo messo in evidenza le sue qualità di gestore di business innovativi, viste le notevoli performance in termini di crescita messe a segno dalla società sotto la sua guida. Poco tempo dopo l'addio a Wind viene chiamato alla guida della Rai quale direttore generale: ne uscirà nell'agosto 2015 con il non comune merito di aver riportato la televisione di Stato in utile dopo essere riuscito a piazzare sul mercato il primo prestito obbligazionario della storia di Viale Mazzini.
Laurea in giurisprudenza ottenuta presso l'Università Federico II a Napoli, studi alla London School of Economics con un Mba all'Insead di Fontainebleau, nel suo curriculum oltre al settore tlc compaiono anche l'auto e le banche. Quanto all'auto, Gubitosi ha ricoperto diversi incarichi nel gruppo Fiat tra il 1986 e il 2005, fino a diventare direttore finanziario, vicepresidente e responsabile Tesoreria del gruppo. E' stato tra l'altro presidente del consiglio di amministrazione di Fiat Partecipazioni e membro dei cda di Fiat Auto, Ferrari, Cnh, Iveco, Itedi - Italiana Edizioni, Comau e Magneti Marelli. Proprio alla Fiat riscuote il primo clamoroso successo quale manager internazionale: suoi sono infatti il concepimento e l'architettura del famoso prestito convertendo che consentirà alla casa torinese nei primi anni Duemila di posare la prima pietra del salvataggio che poi verrà realizzato dal grande attivismo di Sergio Marchionne.

Grazie alla sua non comune preparazione in campo finanziario, in quegli anni viene accolto nel cda del fondo pensione dei metalmeccanici Cometa e in quello del Comitato che nel 2006 organizza le Olimpiadi degli scacchi a Torino. Quanto all'attività svolta nel settore bancario, lasciata Wind nel 2011 viene designato country manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of America per l'Italia: incarico che abbandonerà l'anno successivo per diventare direttore generale della Rai. È professore nel corso avanzato di Finanza aziendale presso l'Università Luiss Guido Carli dove ha insegnato anche Strategie d'Impresa. Tra gli incarichi attuali figura anche quello di consigliere di amministrazione del Sole 24 Ore riformato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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