GGG costruisce un van fotovoltaico: «È un ritorno alla vecchia diligenza»

GGG costruisce un van fotovoltaico: «È un ritorno alla vecchia diligenza»
di Rosario Dimito
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Martedì 17 Maggio 2022, 18:55 - Ultimo aggiornamento: 19:11

In piena pandemia alla G.G.G. di Catania si sono inventati prima gli ospedali mobili, trasportabili ovunque, autosufficienti ed operativi all’istante, poi il MultiVaxVan, veicolo portavaccini speciale in grado di trasportare contemporaneamente vaccini a 3 temperature diverse a secondo della necessità richiesta del prodotto. Adesso è cambiata l’emergenza, ora c’è la crisi energetica e la società siciliana della famiglia Grasso (al timone la terza e quarta generazione) non si è persa d’animo: sta realizzando un veicolo elettrico particolare, come da loro filosofia sempre un po’ fuori dagli schemi. Infatti è ricaricabile con pannelli solari e la batteria, una volta scaricata, è estraibile e quindi intercambiabile al volo con una carica, abbattendo così i tempi morti vincolati alla ricarica:

«Finisce il vincolo del tempo di ricarica: quando si è in riserva si va in una stazione e si scambia la batteria estraibile scarica con una carica, annullando così i tempi morti vincolati alla ricarica», spiega Giovanni Grasso jr, ingegnere, esponente operativo della terza generazione di un’azienda fondata nel 1962 dal nonno Giovanni senior.  

«Il furgoncini è ricaricabile con stazioni dotate di pannelli solari e quindi NON vincolate dal circuito dell’approvvigionamento classico della energia (Gas e Petrolio). L’idea ci è venuta la prima volta che abbiamo noleggiato un’auto elettrica convenzionale. Ricaricarla è stato complicato, lungo e vincolante».
Giovanni Grasso è figlio di Francesco che ha il ruolo di ad. «Abbiamo iniziato a ragionare su come ovviare al problema di dovere rimanere necessariamente bloccati per il tempo di ricarica», continua Arianna Grasso, bocconiana e magistrale in Management delle imprese, figlia di Giovanni ed esponente della quarta generazione attiva in azienda, «e mi è venuto in mente che quando ero piccola vedevo mio padre staccare la batteria scarica del telefonino e cambiarla con quella carica quindi ho pensato che si potesse fare altrettanto con quelle delle auto, e ne ho parlato con mia sorella». Arianna chiama in causa Ludovica, laurea in Ingegneria elettrica al Politecnico di Milano, magistrale in Mobility. Chi meglio di loro per dare nuovi input all’azienda.
La GGG si è evoluta nel corso degli anni, iniziando prima con la produzione di trasformatori, dopo l’allestimento delle roulottes e dei camper negli anni d’oro del campeggio, per poi approdare ai veicoli speciali come ambulanze e mezzi speciali negli anni ‘80, specializzandosi nella produzione di ambulatori mobili di altissimo profilo e tecnologia. 

«La nostra generazione è estremamente consapevole ed attenta all’ambiente, e siamo fermamente convinti che dobbiamo impegnarci tutti, ciascuno nel suo campo, per far si che in futuro si possa vivere in mondo più pulito. Le auto elettriche, con batteria a ricarica solare sono un grande passo in questa direzione», continua Arianna che si occupa di marketing «ed a maggior ragione oggi, con la situazione politica ed economica contestuale, riuscire ad essere autonomi negli spostamenti, senza tra l’altro dovere dipendere dal petrolio, dal gas e dall’energia di altri stati ci sembra fondamentale». 

Un po’ ritorno alle stazioni delle diligenze, in cui si sostituivano i cavalli stanchi con quelli freschi per potere continuare il viaggio; ma con l’avvento della generazione neolaureata di Grasso più giovani sono pronti per ulteriori cambiamenti che li proiettano nel futuro con occhi nuovi.

«Il nostro team è davvero pronto a coniugare presente, passato e futuro iniettando nuove idee a concetti collaudati. Infatti stiamo lavorando anche ad una versione di un piccolo autobus ultraleggero, capace di circa 40 passeggeri per dare un impulso anche al problema del Trasporto Pubblico Locale oggi vincolato a veicoli pesantissimi e sporchi. Insomma un bus silenzioso, ecologico, con pochissime vibrazioni e svincolato dai limiti delle energie fossili», riprende Giovanni «che possa riprendere gli stessi concetti del nostro delivery-van, la cui applicazione è rivolta ad un veicolo nato elettrico per la consegna dei colli nei centri urbani; un furgoncino che oltre ad essere ad emissioni zero coniuga particolari qualità dedicate alle consegne cittadine come per esempio il pianale a quota marciapiede: non ci sarà più bisogno di sollevare i carichi per metterli a bordo perchè il piano è già a quota. All’interno c’è una console dedicata all’autista che consente di gestire con facilità il display che programma le consegne in funzione di percorso, traffico, autonomia e priorità sollevando l’operatore dall’impegno di programmare o riprogrammare le tappe».

La GGG è stata contattata da operatori esterni? «Gli operatori sono legittimamente interessati al prodotto ma al momento abbiamo bisogno di un rapporto con loro ancora più forte, non solo la semplice vendita mordi e fuggi ma una collaborazione di ricerca per lo sviluppo finale del prodotto e dei contesti operativi volti a perfezionarlo al meglio con l’intento di dare un prodotto di serie quanto più adatto alla necessità. Un discorso particolare merita la versione BUS: è difficile trovare un operatore del Trasporto Pubblico Locale che riesca a dedicare energia ad un progetto come quello, ma confidiamo di trovare il partner giusto». 

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