GB, partita la corsa dei 10 Tory alla successione di Theresa May

Martedì 11 Giugno 2019
(Teleborsa) - In Gran Bretagna è partita la corsa per succedere alla dimissionaria premier britannica Theresa May. Sono dieci i pretendenti, otto uomini e due donne, in lizza per il posto di capo del partito conservatore. Ad annunciarlo è stato il partito Tory che nel tardo pomeriggio di ieri ha chiuso le candidature affermando che il Comitato 1922, organismo di base del gruppo conservatore alla Camera dei Comuni e arbitro delle contese per la leadership, ha validato le candidature degli aspiranti sostenuti in partenza da almeno 8 deputati.

I candidati dovranno affrontare le votazioni dei colleghi parlamentari a eliminazione successiva destinate a scattare giovedì 13 per poi proseguire dal 18 al 22 prima di arrivare all'ultimo atto: il ballottaggio fra i 2 superstiti più suffragati affidato al voto postale dei 160.000 iscritti duri e puri del partito.

Al vincitore, che sarà annunciato per la settimana del 22 luglio, spetterà il difficile compito di guidare l'uscita del Regno Unito dell'Unione europea, cosa che non è riuscita a Theresa May, costretta a posticipare al 31 ottobre la data della Brexit originariamente prevista il 29 marzo.

Tra i favoriti svetta il popolare quanto controverso ex ministro degli Esteri Boris Johnson, che pare godere già dell'appoggio di oltre una cinquantina di onorevoli a Westminster, mentre tra i 9 inseguitori a tentare di prendere il largo è il suo più prudente successore al Foreign Office, Jeremy Hunt. Tra gli sfidanti di maggior peso anche Michael Gove.

I DIECI CANDIDATI

Andrea Leadsom –
Avvocato pro Brexit, si è dimessa a fine maggio dal suo incarico di ministro per i Rapporti con il Parlamento
in disaccordo con la strategia di Theresa May. Vuole lasciare l'Ue senza un accordo, sperando tuttavia di concordare alcune disposizioni.

Esther Mcvey – Si è dimessa nel novembre 2018 dal suo incarico di ministro del Lavoro nel governo May in contrasto con l'accordo di Brexit firmato lo stesso mese tra la premier e l'Ue. Difende una "rottura netta" con l'Ue.

Boris Johnson – Ex sindaco di Londra, 54 anni, è stato uno dei fautori della vittoria del fronte Brexit nel referendum del giugno 2016. Vuole che il Regno Unito lasci l'Ue il 31 ottobre, con un accordo rinegoziato o senza. Ex ministro degli Esteri di Theresa May, ha ripetutamente criticato la sua strategia nei negoziati con Bruxelles, prima di lasciare il governo. È il favorito della base Tory. Minaccia di non pagare il conto della Brexit – una somma valutata tra 40 e 45 miliardi di euro – se l'Ue non accetta condizioni migliori per il suo paese.

Sajid Javid – Nominato Segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito il 30 aprile 2018, ex direttore di Deutsche Bank, 49 anni, di origine pakistana. Si era schierato contro la Brexit al momento del referendum del giugno 2016, ma ora difende le posizioni euroscettiche.

Dominic Raab – Nominato ministro della Brexit nel luglio 2018, si è dimesso quattro mesi dopo, contrario all'accordo della May. Ex giurista specializzato in diritto internazionale, 45 anni, è una delle figure emergenti della nuova guardia conservatrice.

Micheal Gove – Ministro dell'ambiente e 'hater' della plastica, 51 anni, ha svolto il ruolo di cauzione per i sostenitori della Brexit nel governo May. Se Bruxelles accetta di rinegoziare, è pronto a chiedere un nuovo rinvio della Brexit per evitare un'uscita senza accordo il 31 ottobre. Considerato uno dei preferiti, è oggetto di polemiche per aver ammesso di aver usato la cocaina venti anni fa.

Jeremy Hunt – Ministro degli Esteri, 52 anni, aveva appoggiato il passaggio all'Ue prima di cambiare idea, deluso dall'approccio di Bruxelles nei negoziati. È convinto che cercare un'uscita senza accordo in ottobre sarebbe un "suicidio politico" per i conservatori al potere e pensa di poter rinegoziare con l'Ue.

Mark Harper – Unico candidato a non aver prestato servizio nel governo di Theresa May, 49 anni. Ritiene che la data della Brexit debba essere posticipata per garantire un'uscita con accordo. Tuttavia sarebbe pronto per un "no deal".

Rory Stewart – Ministro dello Sviluppo Internazionale, 46 anni, ha servito in Iraq come vicegovernatore della coalizione dopo l'invasione statunitense nel 2003 e ha attraversato l'Afghanistan da solo per un mese nel 2002.

Matt Hancock – Ministro della Salute, 40 anni, ex economista della Banca d'Inghilterra.


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