Gas, cosa succede con lo stop dalla Russia? Razionamenti (da gennaio), choc sui prezzi e crollo Pil: lo scenario

Gazprom ha interrotto il flusso del Nord Stream 1. E l’Europa si prepara allo scenario peggiore

Gas, cosa succede se la Russia dice stop?
di Mario Landi
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Venerdì 2 Settembre 2022, 16:06 - Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 11:12

Lo stop del gas dalla Russia all'Europa è già realtà. Dal 31 agosto al 3 settembre il gasdotto Nord Stream 1 non sarà attivo ufficialmente per motivi di manutenzione a un compressore. Tuttavia le autorità europee temono che l'interruzione possa diventare permanente. Per questo già da quest'estate molti stati europei, tra cui Francia e Germania, hanno già iniziato a stoccare grandi quantità di gas in vista dell'inverno. Ecco quali sarebbero le sue conseguenze per l'economia in Italia e in Europa.  

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Nomisma: «Razionamenti da gennaio»

«Se la Russia chiudesse oggi il rubinetto del gas, con le scorte all'83%, all'inizio di gennaio saremmo costretti a razionare i consumi. Ma sarebbe meglio cominciare anche prima, per non dover tagliare pesantemente nei mesi più freddi» sintetizza Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia «Quest'inverno non avremo ancora i due nuovi rigassificatori di Piombino e Ravenna, se va bene arriveranno a maggio. Abbiamo aumentato le importazioni extra-Russia, circa 17 miliardi di metri cubi in più, ma non bastano a sostituire quei 29 miliardi che compravamo da Mosca». 

In Italia choc sui prezzi, -2% di Pil nel 2023

In Italia, secondo il centro studi Confindustria lo stop al gas russo comporterebbe «uno shock su volumi e prezzi con un impatto pesante» sull’economia. 

Confindustria stima che complessivamente il gas russo corrisponde al 18,4% dei consumi italiani. La sua assenza renderebbe dunque necessario utilizzare le riserve strategiche disponibili per queste situazioni di emergenza. In generale, l'impatto stimato sull'economia potrebbe essere la perdita di 1 punto percentuale di Pil tra la primavera 2022 e l'inverno 2023.  A livello annuale, nel 2022 l'impatto sul Pil sarebbe di - 0,2%, nel 2023 arriverebbe a -2,2%.   

In Europa razionamenti, inflazione e aumento del prezzo del petrolio 

La Francia si sta preparando al taglio totale delle forniture di gas dalla Russia. Lo conferma il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire che ha già lanciato un piano di razionamento per cittadini e imprese. Ma cosa potrebbe succedere concretamente in caso di stop del gas dalla russia? Secondo gli analisti di S&P Global, nel caso in cui la Russia blocchi le esportazioni di gas verso l’Europa, le conseguenze economiche sarebbero un razionamento obbligatorio dell'energia in tutti gli stati europei, per ridurre il consumo di gas almeno del 15%. Da questa deriverebbe la recessione dell'economia tedesca, la riduzione della crescita europea e infine una situazione di inflazione alta per un lungo periodo.  

Secondo l'analisi di S&P Global Rating la Germania e l’Italia sono i paesi più esposti. L'Italia ha però il vantaggio di essere riuscita a diversificare le proprie fonti energetiche, che arrivano prevalentemente dall'Algeria. Tra le consuguenze anche l'aumento dei prezzi del petrolio (+20%) nel quarto trimestre 2022.  

 

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