Gas, il prezzo scende dopo l'aumento dovuto alla guerra: «Idrogeno il futuro dell'energia in Ue». Cosa cambia per famiglie e imprese

In Italia i depositi di gas sono stati riempiti al 46,4% in vista dell'inverno, livello vicino alle medie stagionali

Gas, il prezzo scende: «Idrogeno il futuro dell'energia in Ue». Cosa cambia per famiglie e imprese
di Gianluca De Rossi
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Martedì 24 Maggio 2022, 12:30 - Ultimo aggiornamento: 19:28

Il prezzo del gas continua a segnare delle flessioni, dopo i valori record toccati nell'aprile scorso, nonostante l'avvio in lieve rialzo del gas naturale di stamani sulla piazza di Amstewrdam, con i futures sul mese di giugno che salgono dello 0,43%, a 83,65 euro al MWh. Un prezzo che si mantiene poco sopra gli 83 euro, dunque, il prezzo minimo dall'attacco della Russia in Ucraina avvenuto lo scorso 24 febbraio. Ma cosa sta determinando il calo del prezzo del gas dopo l'impennata causata da tre mesi di guerra in Ucraina? Il calo del prezzo del gas abbasserà la bolletta elettrica di famiglie e imprese?

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Gas, le tensioni sul prezzo

Andiamo con ordine. L'andamento altalenante del prezzo del gas è stato ben rappresentato dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, alla Camera durante l'informativa sull'aumento dei costi dell'energia: «La tensione sui mercati ha anche determinato, dopo la forte diminuzione avvenuta nel corso del 2020, un vertiginoso aumento dei costi dell'energia: per quanto riguarda il mercato del gas naturale, il prezzo al Psv (Punto di scambio virtuale del gas naturale in Italia) è passato dai circa 20 euro al MWh di gennaio 2021 ai circa 100 euro al MWh del mese di aprile, con un aumento di quasi 5 volte (e con punte giornaliere che hanno superato i valori record di 200 euro)». Quindi, dal prezzo di 20 euro al MWh di gennaio 2021 alle punte di 200 euro al MWh di aprile 2022, fino agli 83,65 euro al MWh di stamani. Ridotti di molto i rialzi degli ultimi mesi, dunque, ma non cancellati, anche se le forniture russe continuano a ridursi e il gas costa ancora il quadruplo rispetto a un anno fa.

Sul prezzo del gas oggi conta molto il calo della domanda dovuto all'aumento delle temperature, ma conta altrettanto (se non di più) il fatto che la Ue abbia aperto un "conto K" per pagare il gas russo (si potrà pagare solo in euro o dollari) snocciolando le linee guida per consentire alle aziende di non violare le regole dettate dalle sanzioni imposte dall'Ue alla Russia, dopo la richiesta del pagamento del combustibile in rubli da parte di Putin. E questa soluzione europea al problema dei pagamenti del gas russo ha rassicurato i clienti di Gazprom (compresa Eni).

La rassicurazione, dunque, che il gas russo non verrà tagliato sta congelando le tensioni sul prezzo del combustubile, consentendo ai Paesi europei di avvicinare l'obiettivo degli stoccaggi della materia prima in vista del prossimo inverno, con il gas russo che si affianca alle importazioni di Gnl, il gas naturale liquefatto.

Ue, la svolta idrogeno

Mentre in Italia i depositi di gas sono stati riempiti al 46,4% in vista dell'inverno, livello vicino alle medie stagionali (ma l'Ue ha stabilito che si debba arrivare all’80% entro fine ottobre), la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen stamani ha annunciato che «i gasdotti che verranno costruiti in Europa per diversificare gli approvvigionamenti e ridurre la dipendenza dalla Russia formeranno il "nucleo" della futura rete dell'idrogeno, la "nuova frontiera" dell'energia nell'Ue». Von der Leyen lo ha annunciato al World Economic Forum di Davos: «La diversificazione delle nostre forniture di gas è un pilastro di RePowerEu. Mentre parliamo l'Europa sta concludendo nuovi accordi con fornitori affidabili e fidati in tutto il mondo. In marzo ho concordato con il presidente Joe Biden di aumentare in modo significativo le consegne di gas naturale liquefatto dagli Usa all'Europa. Più gas naturale liquefatto e più gas tramite oleodotto arriveranno anche dal Medioriente dal Nordafrica. Nuovi rigassificatori in Grecia, a Cipro e in Polonia saranno presto operativi, come pure nuovi interconnettori. E l'infrastruttura di connessione dei gasdotti formerà il nucleo dei nostri futuri corridoi dell'idrogeno. L'idrogeno è la nuova frontiera della rete energetica europea».

L'Europa, dunque, guarda con decisione oltre alla Russia, e al suo gas, e si prepara a voltare pagina, aprendo le porte al futuro e all'idrogeno. Questo sguardo al futuro potrebbe dare il la a quella sostanziosa diminuzione del prezzo del gas che si dovrà trasformare nel taglio della bolletta elettrica di famiglie e imprese.

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