Gas, accordo a Bruxelles. Draghi: «Accolte le nostre proposte, bollette saranno più basse». Gli effetti: crolla il prezzo ad Amsterdam

Gas e elettricità: il consiglio europeo trova un'intesa in extremis sull'energia. Draghi: «È andata bene»
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Venerdì 21 Ottobre 2022, 06:42 - Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 07:42

Gas, accordo in extremis al consiglio europeo dopo quasi dodici ore di tensioni, attacchi incrociati, musi lunghi. Poi l'ok accordo al fotofinish. L'Ue salva l'unità di fronte al nemico russo sul dossier più difficile, quello dell'energia. Lo fa limando, parola per parola, delle conclusioni che restano abbastanza ambigue da lasciare tutti e 27 soddisfatti a metà ma, per il partito del price cap e del nuovo Sure sull'energia, l'intesa registra dei passi avanti.

Tanto che Mario Draghi, lasciando l'Europa Building, sottolinea: «È andata bene». Poche ore prima non aveva invece nascosto la sua delusione sull'andamento del summit. «Il risultato di oggi mostra che l'Europa è più unita. Nessuno di noi prima di questa riunione, specialmente dopo il vertice di Praga, poteva immaginare che arrivassimo a una decisione così unitaria su quello che oggi è il problema più importante dell'Ue - ha detto il premier uscente Mario Draghi in conferenza stampa al termine del vertice Ue -. Con Scholz abbiamo ripercorso la discussione di ieri. Io ho dato credito a lui di aver compreso la posizione italiana e di averla infine sostenuta e lui ha dato credito a me di averla difesa e spiegata bene: è stata una conversazione bella, due persone che erano su punti di vista totalmente opposti e hanno trovato una convergenza. La decisione di questa notte ha portato ad un calo del prezzo del gas, dopo l'accordo le quotazioni hanno perso il 10% a dimostrazione che la componente speculativa è rilevante. Questo è il mondo in cui andava affrontata la crisi dall'inizio e si tradurrà presto in bollette più basse. Il risultato di oggi dimostra che l'Ue è più unita». «C'è un aspetto che mi rende particolarmente orgoglioso - sottolinea Draghi -. Tutte queste misure sono iniziative del governo italiano, voglio ringraziare il ministro Cingolani e il sottosegretario Amendola e tutti i diplomatici che hanno lavorato al dossier. È la dimostrazione che l'Italia può tracciare un sentiero in Europa».

Gas, crolla il prezzo ad Amsterdam

E i primi effetti si vedono fin da subito: crolla il prezzo del gas dopo che il Consiglio europeo sull'energia ha trovato l'accordo per tenere sotto controllo i prezzi intervenendo in particolare sul superamento del Ttf. Proprio il Ttf, che è ancora l'indice di riferimento in Europa, cede ad Amsterdam l'11% a 112 euro al megawattora.

L'accordo

L'accordo, infatti, mette nero su bianco «l'urgenza delle decisioni concrete» da prendere sul gas con una serie di misure che includono la piattaforma di acquisti comuni e un nuovo benchmark complementare al Ttf. Il binario da seguire resta quello proposto dalla Commissione il 18 ottobre scorso. Le misure, nel concreto, non cambiano: si va dalla piattaforma aggregata per il gas - volontaria ma obbligatoria per una quota del 15% del volume totale degli stoccaggi in Europa - all'incentivazione delle rinnovabili fino a un price cap al gas nella formazione dell'elettricità. E, sull'applicazione del modello iberico - caldeggiata dalla Francia ma non dalla Germania - che si potrebbe aprire la strada ad un nuovo Sure sull'energia.

Nelle conclusioni si domanda alla Commissione di fare «un'analisi dei costi e benefici sulla misura» che, per compensare il differenziale tra prezzo amministrato e prezzo di mercato, comporterebbe un peso eccessivo sui conti pubblici di diversi Paesi membri. Ma l'altra novità che fa sorridere il premier italiano è proprio l'apertura - ancora molto cauta - che emerge su un possibile nuovo debito comune. Tra le misure, infatti, figura «la mobilitazioni di rilevanti strumenti a livello nazionale e Ue» con l'obiettivo di «preservare la competitività globale dell'Europa e per mantenere il level playing field e l'integrità del mercato unico».

Una frase che, secondo Palazzo Chigi, dimostra che le proposte italiane siano state accolte. La strada, in realtà è ancora lunga ma ora, forse, se ne intravede la fine. Entro l'inizio di novembre la Commissione «si esprimerà molto chiaramente» sul price cap «e andremo avanti spediti anche sulla solidarietà finanziaria», ha spiegato Emmanuel Macron secondo il quale, su quest'ultimo punto, le opzioni di Bruxelles sono due: uno Sure 2 oppure utilizzare i prestiti ancora disponibili (circa 200 miliardi) oggi nel quadro del RePowerEu, «dando un po' di flessibilità».

Le misure

- Un nuovo benchmark complementare entro l'inizio del 2023 che rifletta in modo più accurato le condizioni del mercato del gas;

- Un corridoio dinamico temporaneo dei prezzi sulle transazioni di gas naturale per limitare immediatamente gli episodi di prezzi eccessivi del gas, tenendo conto delle tutele di cui all'articolo 23, paragrafo 2, del progetto di regolamento del Consiglio proposto il 18 ottobre 2022;

- Un quadro Ue temporaneo per limitare il prezzo del gas nella produzione di elettricità, compresa un'analisi dei costi e dei benefici, senza modificare l'ordine di merito, prevenendo nel contempo l'aumento del consumo di gas, affrontando gli impatti finanziari e distributivi e il suo impatto sui flussi oltre i confini dell'Ue

- Miglioramenti del funzionamento dei mercati dell'energia per aumentare la trasparenza del mercato, alleviare lo stress di liquidità ed eliminare i fattori che amplificano la volatilità dei prezzi del gas, garantendo nel contempo il mantenimento della stabilità finanziaria;

- accelerazione della semplificazione delle procedure autorizzative al fine di velocizzare l'introduzione delle rinnovabili e delle reti anche con misure di emergenza sulla base dell'articolo 122 Tfue;

- misure di solidarietà energetica in caso di interruzione dell'approvvigionamento del gas a livello nazionale, regionale o unionale, in assenza di accordi bilaterali di solidarietà».

- maggiori sforzi per risparmiare energia 

- mobilitare gli strumenti pertinenti a livello nazionale e dell'Ue.

Allo stesso tempo, la priorità immediata è proteggere le famiglie e le imprese, in particolare le più vulnerabili nelle nostre società. Anche preservare la competitività globale dell'Unione è fondamentale. Tutti gli strumenti pertinenti a livello nazionale e dell'Ue dovrebbero essere mobilitati per rafforzare la resilienza delle nostre economie, preservando nel contempo la competitività globale dell'Europa e mantenendo condizioni di parità e l'integrità del mercato unico. Il Consiglio Europeo è impegnato in uno stretto coordinamento delle risposte politiche.

Lo scenario

L'impressione è che i falchi del Nord optino per la seconda strada ma, dalla Germania, dopo mesi di muro qualche concessione è arrivata. E, come prevedibile, a catena anche gli altri 'frugali' si sono allineati. «Il focus è sui fondi che già abbiamo ma sul nuovo debito vediamo che si può fare...», ha aperto Olaf Scholz lasciando il vertice. Certo a Berlino è stata data più di una rassicurazione: se le riunioni ministeriali delle prossime settimane getteranno un qualche allarme nel governo un nuovo vertice dei leader sarà convocato. Per ora, tuttavia, Ursula von der Leyen e Charles Michel hanno incassato il loro obiettivo: dimostrare che, di fronte alla Russia, l'Ue non è implosa neppure questa volta.

Macron

«Le prossime due, tre settimane sono quelle che permetteranno alla Commissione europea di esprimersi molto chiaramente sul meccanismo» di un tetto al prezzo del gas (price cap). Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al termine della prima giornata di lavori al vertice Ue. «A fine ottobre, inizio novembre avremo questo meccanismo che potrà essere esplicitato e dunque implementato. E, in particolare sul corridoio di prezzo sul gas e di solidarietà finanziaria penso si possa andare molto spediti».

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