Gas, Europa a rischio blackout, ecco perché: inverno rigido e scorte energetiche basse

Gas, Europa a rischio blackout, ecco perché: inverno rigido e scorte energetiche basse
di Giusy Franzese
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Martedì 30 Novembre 2021, 18:59 - Ultimo aggiornamento: 19:12

In Austria e Spagna, le protezioni civili locali, hanno già suggeritro ai cittadini di tenere in casa torce elettriche e di fare scorta di bombole del gas, fornellini da campeggio e batterie. Oltre a candele, tante candele, che comunque fanno tanta scena. Il problema però non è la "scena" ma lo scenario: che potrebbe diventare da incubo con un black out generalizzato in Europa per scarsità di fonti energetiche. A partire dal gas. E' un po' che se ne parla, ma finora chi si azzardava a dirlo ad alta voce veniva tacciato di "catastrofismo" o, peggio, di "complottismo" e anche "terrorismo": spaventare i cittadini per poter imporre limitazioni e restrizioni. Stavolta a parlarne è stato un ministro del governo Draghi, il leghista Giancarlo Giorgetti, titolare dello Sviluppo Economico. «Un black out non è da escludere a livello europeo rispetto all'attuale assetto dell'approvvigionamento energetico» ha detto Giorgetti parlando dal palco dell'assemblea nazionale di Confartigianato. Per il ministro è arrivato il momento che «a livello europeo si definisca un piano per evitare la possibilità di andare in black out». 

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Il calo delle scorte

Ma perché tutto ad un tratto l'Europa potrebbe "spegnersi"? A causa di due fattori concomitanti: il rimbalzo economico con una ripresa poderosa dappertutto dopo la "pausa forzata" dovuta al Covid che porta con sè una richiesta enorme di consumo di energia; la carenze di scorte di gas dovute alla rigidità dell'inverno scorso.

Il primo effetto negativo di tutto questo è già chiaro con il caro-bollette e la conseguente inflazione in pericolosissima salita. 

Il caro bollette - ha spiegato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani -  «dipende dall'andamento del prezzo del gas internazionale che continua ad aumentare. Bisognerà sperare che soprattutto con il Nord Stream da marzo calino sostanzialmente i costi del gas, purtroppo è una cosa che non controlliamo». E in effetti siamo a livelli record:  oggi i future sul gas contrattati alla Borsa di Amsterdam, benchmark del prezzo del gas europeo, sono aumentati del  6,2% a 99,2 euro per megawattora, dopo aver toccato un massimo di 101 euro. Le prossime aste daranno il polso della disponibilità di Mosca ad aprire i rubinetti verso l'Europa.

L'Italia tra l'altro in Europa è uno dei paesi che sta peggio, se non altro perché - come è noto - da noi non si può produrre l'energia nucleare. E quindi siamo ancora più dipendenti dalle fonti tradizionali e dall'estero.«Stiamo pagando un errore iniziale, durato decenni, di un Paese che non ha energy mix giusto, che ha deciso di importare tutto, invece di produrre. In sei mesi la risoluzione di un problema che ha venti anni e che è passato su scelte sbagliate richiede più tempo, meno contestazione e più collaborazione» ha osservato lo stesso Cingolani.  Quasi il 50% del nostro fabbisogno energetico è fornito dalla Russia. Se lo "zar Putin" si mette di traverso, quindi,  sono guai. 

Il ministro Cingolani, come visto, prevede un ritorno alla normalità dei prezzi e degli approvvigionamenti a marzo. Ma come ci arriveremo a marzo? Molto dipenderà anche dalle rigidità del clima. E stando alle previsioni già nelle prossime due settimane i venti gelidi si faranno sentire in tutta Europa. E poi vedremo. 

Nuovi aiuti

Intanto che l'Europa non studi un piano di emergenza, il premier Draghi promette che - se le bollette dovesse aumentare ancora - il governo «è pronto a intervenire di nuovo».  «Per limitare i rincari nel breve periodo e aiutare in particolare le famiglie più povere - ha ricordato Draghi - abbiamo stanziato 1,2 miliardi di euro a giugno e oltre 3 miliardi a settembre . Interveniamo in legge di bilancio e siamo pronti a continuare a farlo, con particolare attenzione per le fasce più deboli. Abbiamo chiesto alla Commissione europea di studiare soluzioni di medio periodo, ad esempio sul tema dello stoccaggio, per limitare le fluttuazioni di prezzo e i rischi per imprese e cittadini».

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