Flat tax, aliquota al 15% per le famiglie con reddito fino a 50 mila euro

Lunedì 8 Aprile 2019 di Luca Cifoni
Un impegno finanziario che si colloca tra i 12 e i 15 miliardi e una struttura - basata sul reddito familiare piuttosto che su quello personale - che dovrà essere ritagliata con cura all'interno dell'attuale Irpef, come una sorta di imposta sostitutiva. La Lega ha un'idea piuttosto chiara della flat tax per le famiglie che dovrebbe rappresentare la seconda tappa del percorso avviato lo scorso anno con il regime del 15 per cento per le partite Iva con ricavi fino a 65 mila euro. Stavolta toccherebbe appunto alle famiglie con un reddito fino a 50 mila euro, che avrebbero la stessa aliquota e un sistema di detrazioni collegate al numero di figli e decrescenti in base al reddito.

Il calcolo dell'imposta rispetto al reddito sommato dei componenti il nucleo familiare, invece che a quelli dei singoli presi uno per uno è il primo nodo che dovrà essere sciolto: per il sistema tributario italiano si tratta di una novità che tra l'altro andrebbe disegnata entro i limiti fissati anche dalla giurisprudenza costituzionale. Per questo motivo, oltre che per evitare che in situazioni particolari qualcuno degli interessati possa avere una perdita invece che un beneficio, l'adesione al nuove regime dovrà essere opzionale, facoltativa. Si tratterebbe a tutti gli effetti di una tassazione sostitutiva: chi accetterà il nuovo meccanismo uscirà dal tradizionale sistema dell'Irpef a cinque aliquote, che al momento resterà in vigore per tutti gli altri.

La flat tax sarà nel Def, ma è scontro Lega-M5S

I VANTAGGI
Dato l'obiettivo di premiare i nuclei familiari, lo schema di sgravi legato alla loro effettiva numerosità sarà altrettanto importante dell'aliquota fissata al 15 per cento. Si tratterà di garantire una progressività legata proprio a questo parametro. Ma a chi andranno i maggiori vantaggi? Naturalmente per dirlo occorrerà attendere i dettagli del nuovo sistema. In linea generale però si può dire che saranno favorite le famiglie con un solo reddito. Questo perché attualmente i redditi vengono tassati singolarmente e le detrazioni per i figli sono ripartite tra i genitori: così ad esempio un solo reddito di 50 mila euro paga più Irpef di due da 25 mila euro ciascuno, perché sul primo viene applicata un'aliquota marginale maggiore. Qualora il parametro di riferimento fosse fissato sui guadagni dell'intero nucleo allora questa differenza scomparirebbe, a vantaggio proprio delle situazioni familiari in cui una sola persona lavora. Alcuni economisti ritengono che uno schema del genere possa scoraggiare il lavoro femminile.
L'altra variabile è naturalmente quella finanziaria. Il mancato gettito di 12 miliardi dovrebbe essere compensato almeno in parte con la cancellazione di una buona parte delle detrazioni e deduzioni attualmente in vigore. Resta da stabilire il destino di un'agevolazione fiscale del tutto particolare, ovvero il bonus 80 euro riservato ai lavoratori dipendenti con imponibile fino a 26.600 euro. L'intenzione del governo è comunque evitare di arrecare un danno agli interessati, cancellandolo.
  Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 15:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA