Evasione fiscale in calo, ma è montagna da 91 miliardi: il canone in bolletta blocca i furbi

Mercoledì 2 Ottobre 2019
Evasione fiscale in calo, ma è montagna da 91 miliardi: il canone in bolletta blocca i furbi

La buona notizia è che l'evasione fiscale si può ridurre. La cattiva è che rimane comunque altissima: quasi 91 miliardi di euro l'anno per la sola parte fiscale, un valore che sale a 109 miliardi se si considerano anche i contributi previdenziali. C'è però una novità nella fotografia scattata all'Italia da un allegato al Def. Gli italiani evadono meno. Hanno imparato ad utilizzare la cedolare secca per gli affitti e hanno iniziato a pagare il canone Rai insieme alle bollette della luce.

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I soli lavoratori autonomi hanno ridotto in un anno di 1,8 miliardi il loro 'tax gap', l'importo che avrebbero dovuto ma che invece non risulta versato. Come ogni anno nel documento stilato da esperti e dal Mef sull' evasione si contano i successi nella lotta all' evasione. La sola Agenzia delle Entrate nel 2018 ha recuperato 16,5 miliardi. Ma la vera novità quest'anno è rappresentata dal fatto che il vizio italico dell' evasione fiscale non appare più una tara ineluttabile. Senza slanci ma 'spintaneamentè si fanno progressi. Il Canone Rai in bolletta, ad esempio, ha ridotto drasticamente il numero dei 'furbettì che non rinunciavano ad avere il posto in prima fila con la Tv ma dimenticavano di versare il dovuto: l' evasione superava il miliardo nel 2015, è calata a 225 milioni del 2017.

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Lo stesso è accaduto sugli affitti, ma in questo caso per il combinato disposto delle aliquote ridotte previste dalla cedolare secca e dai controlli mirati. Ecco che in 4 anni l' evasione è calata del 21%. L'ultima novità, poi, è la fattura elettronica. Abbatte i tempi di verifica da 18 a 3 mesi e, anche se si attendono analisi puntuali solo dopo novembre, i benefici già si 'contanò: nei primi sei mesi la prima stima parla di recuperi Iva pari a 0,9 e 1,4 miliardi. Ma questo è un settore dove da gennaio scatteranno gli scontrini telematici in modo diffuso e sul quale il governo punta a limitare l' evasione con l'utilizzo delle 'cartè di pagamento e di altri strumenti 'tracciabilì. A questo si aggiunge una filosofia di 'contrasto di interessè tra chi vende un servizio o una merce e chi la compra. Arriveranno allora detrazioni su settori più esposti all' evasione e si sbloccherà la Lotteria degli Scontrini, già approvata nel passato ma poi mai attuata. Certo l' evasione appare ancora una montagna altissima da scalare.

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E, visti già i risultati raggiunti, non sarà facile aggiungere altri 7 miliardi di incassi. In quattro anni, tra il 2014 e il 2017, la stima del tax gap legata alle tasse risulta in calo di 4,6 miliardi di euro. Ma la propensione all' evasione rimane mediamente attorno al 21,3-21,4%, schizza al 27,4% se si parla di Iva e vola al 69,9% se si guarda all'Irpef pagato dagli autonomi. Va detto che proprio su quest'ultima voce il miglioramento è quello che fa calare l'ammontare totale dell' evasione, con una riduzione di 1,8 miliardi tra il 2016 e il 2018, che però viene parzialmente bruciato da un aumento di evasione Iva pari a circa un miliardo, dovuto però soprattutto ad una diversa contabilità legata all'arrivo dello split payment. A salire, senza ragioni apparenti, è invece l' evasione sulle accise dei prodotti energetici. Vale 2 miliardi e in un solo anno, tra il 2016 e il 2017 è salita di quasi 500 milioni. Non è un caso, quindi, che il settore è entrato nel mirino del governo che ha preannunciato misure con la prossima legge di bilancio. Un ultimo dato: l' evasione fiscale è legata spesso al sommerso, che vede in testa alla classifica la Calabria (20,9%) seguita da Campania (20%) e Sicilia (19,2%). Ma quest'ultima statistica non parla solo di tributi. Racconta anche un'altra storia: quella del lavoro nero.

Ultimo aggiornamento: 19:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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