Fiducia consumatori e imprese, "segnali ripresa ma serve cautela"

Venerdì 26 Giugno 2020

(Teleborsa) - Fiducia di imprese e consumatori in rimonta a giugno, dopo lo choc provocato dalla pandemia di Covid-19 e dalle annesse misure di contenimento.

Dopo il crollo dei mesi scorsi, arrivano i primi segnali di ripresa della fiducia dei consumatori. "Anche se per le piccole imprese, del commercio ed in particolar modo del turismo, le prospettive sono ancora nere, vista la difficile ripartenza e le ferite lasciate dal lockdown, che ha visto un calo dei consumi peggiore delle attese". Questo il commento dell'Ufficio Economico Confesercenti commenta i dati Istat sulla fiducia di giugno e sui consumi nel primo trimestre dell'anno.

Il dato sul clima di fiducia relativo al mese di giugno, come sottolinea l'Istituto di Statistica "indica i primi segnali di ripresa dopo il crollo record dei mesi scorsi. Sicuramente il dato è migliorato perchè l'emergenza sanitaria è in parte, rientrata: l'allentamento delle preoccupazioni per la salute ha effetti sulla fiducia. Anche le misure di finanziamento degli ammortizzatori sociali e dei sostegni al reddito, pur con tutti i limiti, hanno avuto l'effetto di ridimensionare i timori delle famiglie che hanno potuto contare su forme di assistenza". Ciononostante, "i livelli degli indicatori sono ancora molto bassi. Segnaliamo in particolare, per quanto riguarda le imprese, che nel settore turistico permane ancora un forte pessimismo".

Per sostenere la ripresa della fiducia, "elemento chiave per la ripartenza dell'economia, bisogna agire in due direzioni. Da un lato occorre "dare certezze alle imprese" e intervenire per sostenere la ripartenza della spesa delle famiglie: in questa situazione di emergenza, un taglio selettivo dell'IVA sui comparti più colpiti, soprattutto in un contesto di rimbalzo positivo della fiducia dei consumatori, potrebbe essere efficace nel dare un po' d'ossigeno ai consumi asfissiati dalla crisi".

Per Confcommercio il parziale recupero della fiducia dei consumatori è "un elemento importante che potrebbe suggerire che il forte aumento della propensione al risparmio nel primo trimestre non ha caratteristiche strutturali. La fiducia presso le imprese, seppure in crescita, appare ancora molto lontana dai livelli pre-crisi, soprattutto per il turismo e la distribuzione".

"Nel complesso - continua la nota dell'Ufficio Studi - si suggerisce cautela nel valutare positivamente il migliorato orientamento delle attese. Quella attuale resta una fase di transizione verso una nuova normalità densa di incognite. Le imprese sperimentano difficili squilibri economico-finanziari che nei settori più colpiti potrebbero non essere compatibili con una soddisfacente profittabilità. I provvedimenti di supporto all'occupazione - conclude la nota - nascondono, per adesso, il riflesso della caduta dell'attività economica sui posti di lavoro realmente attivi. Anche questo aspetto necessita di una sistemazione adeguata per il prossimo futuro".

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