Federalberghi al governo: «No all'aumento dell'Iva su hotel e ristoranti»

Domenica 9 Febbraio 2020
Federalberghi dice «no all'aumento dell'Iva sugli hotel ed i ristoranti». L'ipotesi, secondo alcune indiscrezioni comunque smentite dal Ministero dell'Economia, sarebbe sul tavolo del governo nell'ambito della riforma fiscale. «A fronte dell'emergenza coronavirus , che rischia di innescare una pesante recessione turistica, un grande Paese che crede e investe nel l'importanza dell'economia del turismo, si sarebbe affrettato ad adottare opportune misure di sostegno. E invece, assistiamo sconcertati al fiorire di proposte bislacche, incentrate sull'aumento dell'aliquota Iva pagata da hotel e ristoranti» afferma il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.
«Qualcuno - continua il presidente di Fedralberghi- si illude di far cassa spremendo gli ospiti stranieri, confidando di non pagar pegno, grazie al fatto che i forestieri non votano. In realtà, il turista ha un modo molto efficace di esprimere il proprio voto: vota con i piedi, cambiando strada e scegliendo altre destinazioni». «Chiediamo al Governo -afferma ancora- di non dar seguito a questa proposta autolesionista e di concentrare la propria attenzione verso le imposte evase da centinaia di migliaia di esercizi ricettivi abusivi che inquinano il mercato».
Contro l'ipotesi di un aumento dell'Iva per hotel e ristoranti si schiera anche  la Federazione italiana dei Pubblici esercizi (Fipe):
«Ogni giorno circa 10 milioni di lavoratori pranzano nei bar e nei ristoranti e lo fanno per necessità, non certo per scelta. Un aumento dell'Iva colpirebbe innanzitutto loro. Le risorse per ridurre l'Irpef vanno trovate altrove» dice il direttore generale  Roberto Calugi. 
Dal Mef, però, smentiscono. In una nota il Ministero dell'Economia afferma che  le notizie relative a supposti incrementi selettivi dell'Iva  che sarebbero allo studio, in particolare nel settore alberghiero e della ristorazione, sono prive di qualsiasi fondamento
».

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