Fed, atteso nuovo taglio tassi entro la fine dell'anno. Ira di Trump

Mercoledì 18 Settembre 2019
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Una Federal Reserve divisa decide un altro taglio dei tassi di interesse, il secondo dalla grande crisi del 2008 dopo quello effettuato nel luglio scorso. Si tratta, come nelle attese, di una riduzione di un altro quarto di punto del costo del denaro, dentro una forchetta che ora va dall'1,75 al 2%. Ma resta incertezza su quelle che saranno le prossime mosse della banca centrale statunitense, che nel comunicato finale fa riferimento ad eventuali ulteriori azioni entro la fine dell'anno senza però specificare se si tratterà di un nuovo ritocco verso il basso del tasso di riferimento. Così la reazione di Wall Street non è delle più entusiastiche, con i principali indici che accentuano il calo in una giornata già partita fiacca.

Anche per i timori legati ad una altra mossa della Fed: quella di pompare liquidità nel sistema finanziario per il secondo giorno consecutivo, con una iniezione di ben 75 miliardi di dollari in cambio di obbligazioni. Una nuova maxi asta nel campo dei pronti contro termine che va ad aggiungersi a quella del giorno precedente. Nessun rischio sistemico o crisi del credito, solo un problema tecnico legato a una carenza di cash«, assicurano gli analisti, lasciando però spazio a qualche preoccupazione, visto che decisioni così rare e inusuali non si vedevano dal tempo della crisi. L'ira di Donald Trump non si è fatta attendere. Jeremy Powell doveva ancora intervenire in conferenza stampa che il presidente americano è tornato ad attaccare pesantemente il capo della Fed su Twitter: »Ancora una volta hanno fallito. Niente fegato, nessun senso, nessuna visione«, tuona il tycoon che nelle scorse settimane ha più volte sostenuto la necessità di portare il costo del denaro vicino allo zero se non sotto lo zero, seguendo una strada simile a quella intrapresa dalla Bce in Europa. E in effetti i vertici della Fed sono divisi: il taglio dei tassi è stato deciso con sette voti favorevoli e tre contrari.

Di questi ultimi due erano ostili alla riduzione mentre uno è stato espresso da chi voleva un taglio più vigoroso, almeno di mezzo punto. Ma Powell in conferenza stampa è stato chiaro: «Abbiamo bisogno di ulteriori tagli solo se ci sarà un rallentamento dell'economia, cosa che per ora non sembra». Secondo le ultime previsioni della banca centrale, infatti, l'economia Usa continuerà a crescere ad un ritmo moderato e il mercato del lavoro resterà forte. Certo, le incertezze aumentano, soprattutto quelle legate ad un rallentamento dell'economia globale, vedi la Cina e l'Europa, e a un rallentamento del commercio mondiale, frenato dalla guerra dei dazi e da un aumento delle imposizioni che hanno come risultato finale quello di frenare esportazioni e investimenti. Un'affermazione, anche questa, che la Casa Bianca di Donald Trump non avrà gradito.

Ultimo aggiornamento: 21:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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