Fca-Renault, è il D-day: Nissan apre il tavolo, c'è il nodo governance

Fca-Renault, è il D-day: Nissan apre il tavolo, c'è il nodo governance
di Jacopo Orsini
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Martedì 4 Giugno 2019, 11:28 - Ultimo aggiornamento: 22:49


ROMA Fca e Renault pronte alle nozze. È fissata per oggi la riunione del consiglio di amministrazione del gruppo francese che, salvo sorprese, darà via libera alla fusione alla pari da oltre 30 miliardi di euro fra le due case automobilistiche. Mettendo da parte le schermaglie degli ultimi giorni, con il governo di Parigi in campo per cercare di ottenere più peso e garanzie sulle fabbriche e i posti di lavoro, l'operazione dovrebbe andare avanti. Anche se molti aspetti restano da definire a partire dal ruolo che giocheranno nella partita i giapponesi di Nissan e Mitsubishi, già nell'orbita di Renault.

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Proprio alla vigilia della riunione decisiva del vertice del gruppo transalpino, dalla casa del Sol levante - di cui i francesi possiedono il 43% - è arrivata una forte apertura di credito sull'operazione. Se l'alleanza venisse allargata anche ai giapponesi nascerà il primo gruppo al mondo delle quattrouote con una produzione di oltre 15 milioni di veicoli all'anno. La proposta attualmente in discussione tra Fca e Renault, ha affermato il numero uno di Nissan, Hiroto Saikawa, «è una fusione completa che, se realizzata, altererebbe significativamente la struttura del nostro partner Renault. Ciò - ha aggiunto - richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente» con il gruppo francese. Insomma i giapponesi proteggeranno i loro interessi ma se la nuova alleanza non li penalizzerà sono pronti a entrare. «Nissan analizzerà e prenderà in considerazione i suoi rapporti contrattuali esistenti e il modo in cui dovremmo operare in futuro», ha proseguito Saikawa, aggiungendo che comunque l'integrazione portrebbe vantaggi per tutte le parti coinvolte. «Credo che la potenziale aggiunta di Fca come nuovo membro dell'alleanza potrebbe ampliare il campo di gioco per la collaborazione e creare nuove opportunità per ulteriori sinergie», rileva ancora il numero uno di Nissan.

IL PERCORSO
I giapponesi hanno fatto poi filtrare all'agenzia Reuters che sono disponibili a entrare nell'alleanza Fca-Renault se riusciranno a proteggere la proprietà delle tecnologie sviluppate con i francesi nel corso degli ultimi due decenni. E si sono dichiarati ottimisti sulla possibilità di realizzare sinergie condividendo anche con il gruppo italo-americano le competenze sviluppate nel campo della guida autonoma e dell'elettrico, una tecnologia che sta rivoluzionando il mercato dell'auto. Senza escludere la possibilità di accrescere la quota incrociata posseduta in Renault (attualmente il 15% ma senza diritti di voto) o nel nuovo gruppo che nascerà dall'unione con Fca per avere maggiore influenza sulle strategie. Nissan vede poi opportunità di collaborazione nel settore dei pick up negli Stati Uniti e la possibilità di condividere con Jeep e Alfa Romeo i nuovi motori diesel che la casa giapponese monta sui modelli Infiniti, il marchio di lusso della casa asiatica.
Per quanto riguarda la governance e la guida del gruppo, il presidente di Fca John Elkann dovrebbe mantenere lo stesso ruolo anche nella nuova aggregazione, mentre Jean-Dominique Senard, numero uno di Renault, dovrebbe essere il capo operativo. Parigi intanto, anche nelle ultime ore, ha chiesto a Fca ulteriori garanzie sugli stabilimenti e l'occupazione in Francia per appoggiare l'intesa. Fra le richieste del governo francese, che di Renault controlla il 15% e avebbe il 7,5% della nuova società, ci sarebbe anche quella di mantenere la sede operativa del nuovo gruppo in Francia, un dividendo straordinario e un posto al governo in cda. Il ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, ha incontrato nel weekend a Parigi Elkann e Senard per far sentire di nuovo la voce dell'esecutivo. Fca tuttavia non sembrerebbe disposta a modifiche sostanziali del piano.
 

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