Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Bce: Eurozona, rischi crescita per Brexit e dazi. In Italia spread giù per cambio governo

Bce: «Eurozona, rischi crescita per Brexit e dazi. In Italia calo spread dovuto al cambio di governo»
3 Minuti di Lettura
Giovedì 26 Settembre 2019, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 14:42

I rischi per le prospettive di crescita dell'Eurozona sono «orientati al ribasso» e «sono principalmente legati alle incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità dei mercati emergenti». Lo rileva la Bce nel bollettino economico, citando esplicitamente la Brexit. Questi rischi sono uno dei fattori che hanno spinto la Bce a varare il nuovo pacchetto di stimolo monetario alla riunione dello scorso 12 settembre.

Bce, Panetta candidato italiano per il Comitato esecutivo


Con il pacchetto annunciato da Mario Draghi, lo scorso 12 settembre, la Bce «intende fornire un considerevole stimolo monetario» per sostenere la crescita e le pressioni al rialzo sui prezzi in modo da far convergere l'inflazione a un livello prossimo al 2%, spiega la Bce, citando esplicitamente Brexit, che ricorda «la necessità di un orientamento di politica monetaria fortemente accomodante per un prolungato periodo di tempo».

DI fronte alle prospettive economiche più deboli e dei rischi per la crescita, «i governi interessati da un rallentamento economico che dispongono di margini per interventi di bilancio dovrebbero agire in maniera efficace e tempestiva». La Bce avverte invece i Paesi con alto debito pubblico come l'Italia: «Devono perseguire politiche prudenti e adoperarsi per il conseguimento degli obiettivi in termini di saldo strutturale».

La produzione industriale nei principali Paesi dell'Eurozona, fra gennaio 2018 e giugno 2019, ha subito «le diminuzioni più ingenti» in Germania (10,9 punti percentuali), nei Paesi Bassi (5,7 punti) e Italia (5,5 punti), rileva la Banca centrale europea, notando come tale calo «sembra essere stato trainato sia dall'inasprimento delle tensioni commerciali a livello mondiale, sia dagli andamenti interni». La Bce rileva anche che «la marcata debolezza dell'attività manifatturiera potrebbe riflettersi su alcune sotto-componenti dei servizi, ma nel complesso il terziario resiste allo shock negativo. È pertanto necessario un attento monitoraggio delle impossibili implicazioni per questo settore».

L'Italia, fra il 6 giugno e l'11 settembre 2019, è stato l'unico Paese dell'euro a registrare un forte calo dello spread, coinciso con il cambio di governo. Secondo la Bce «i differenziali sulle obbligazioni sovrane (rispetto al tasso OIS privo di rischio, ndr) sono rimasti ampiamente stabili durante il periodo in esame, con l'eccezione del mercato italiano, dove i differenziali di rendimento a dieci anni sono scesi di 1,1 punti percentuali, in seguito alle attese e alla successiva formazione di un nuovo governo».

I prestiti bancari alle imprese dell'Eurozona accelerano in agosto, segnando una crescita del 4,3% dal 4% di luglio. Stabile la crescita del credito alle famiglie, a +3,4%. L'andamento dei prestiti continua nella ripresa dal 2014 ad oggi, ma resta ben al di sotto dei livelli pre-crisi: nel 2007 e fino alla prima metà del 2008 i prestiti bancari alle imprese correvano a tassi di crescita ben al di sopra del 12%.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA