Ennio Doris, morto il fondatore di Banca Mediolanum. Berlusconi: ​«Ci ha lasciato un grande italiano»

Ennio Doris, morto il fondatore di Banca Mediolanum
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 10:03

È morto questa notte, alle due e 12 minuti, Ennio Doris, fondatore e presidente onorario di Banca Mediolanum. Lo annunciano la moglie Lina Tombolato e i figli Sara e Massimo, che «in questi giorni di lutto» desiderano «mantenere uno stretto riserbo», che chiedono a tutti di «voler rispettare». I dipendenti e i collaboratori del gruppo, si legge in una nota, «si stringono uniti e partecipi attorno alla famiglia Doris e, con enorme commozione, rendono omaggio a Ennio Doris, grande uomo e straordinario imprenditore».

Ennio Doris, per oltre 40 protagonista della finanza italiana

Ennio Doris era nato a Tombolo (Padova) il 3 luglio del 1940. «Per oltre 40 anni - si legge in una nota - è stato indiscusso protagonista della grande finanza italiana nonché imprenditore, banchiere e fondatore di Banca Mediolanum, una delle più importanti realtà del panorama bancario nazionale presente anche in Spagna, Germania e Irlanda». Sposato dal 1966 con Lina Tombolato, Doris lascia i figli Massimo e Sara e 7 nipoti: Agnese, Alberto, Anna, Aqua, Davide, Luna Chiara e Sara Viola. Nel 1992 gli viene conferita l'onorificenza di ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica e nel 2002 quella di Cavaliere del Lavoro. Sempre nel 2002 consegue il master honoris causa in Banca e Finanza della Fondazione Cuoa. Dal 2000 al 2012 Doris è stato consigliere di amministrazione di Mediobanca e di Banca Esperia. Dal 1996 amministratore delegato della holding Mediolanum fino al 2015, anno della fusione per incorporazione in Banca Mediolanum. Fino allo scorso 3 novembre, Doris ha ricoperto la carica di presidente di Banca Mediolanum, per diventare presidente onorario a seguito di una delibera assembleare.

 

Doris era anche presidente onorario della Fondazione Mediolanum Onlus. Nel febbraio del 1982, dopo un incontro a Portofino con Silvio Berlusconi e con il «supporto imprenditoriale e logistico del Gruppo Fininvest», Ennio Doris fonda Programma Italia, la prima rete di consulenti globali nel settore del risparmio, con l'idea di «diventare il punto di riferimento della famiglia italiana per il risparmio». Tre anni più tardi nasce Mediolanum Spa, holding cui fanno capo tutte le società del Gruppo. Una riorganizzazione che permette la quotazione in Borsa nel 1996 e, nel 1998, l'ingresso nell'allora indice Mib30, delle società a maggior capitalizzazione. Nel 1997 Programma Italia si trasforma in Banca Mediolanum.

Berlusconi: «Ci ha lasciato un grande uomo»

«Ci ha lasciato Ennio Doris. Un grande uomo, un grande imprenditore, un grande patriota, un grande italiano». Così Silvio Berlusconi in una nota di cordoglio per la scomparsa di Ennio Doris. «Un uomo generoso, altruista, sempre attento agli altri, sempre vicino a chi aveva bisogno. Ci mancherà molto, mi mancherà moltissimo. A Massimo, a Sara, a Lina la mia vicinanza e tutto il mio affetto».

Tajani: «Un grande innovatore»

«Con Ennio Doris se ne va un grande innovatore, un ottimo imprenditore propugnatore di una finanza a misura di cittadino. Ma soprattutto una persona perbene. Una preghiera ti accompagni, caro Ennio». Lo afferma il coordinatore di Fi, Antonio Tajani, in un messaggio di cordoglio per la scomparsa del fondatore e presidente onorario di Banca Mediolanum.

Zaia: se ne va un pezzo di storia

«Ennio lo conoscevo, se ne va un pezzo di storia, un'icona nazionale, un galantuomo» Lo ha detto il Governatore del Veneto Luca Zaia a Rtl 102.5 «Quando è iniziato il Covd mi ha telefonato - ha raccontato Zaia - e mi ha detto che voleva dare una mano ed ha donato attrezzature e milioni di euro». «Era un uomo di grandissima visione - ha sottolineato - e proprio per questo è riuscito a fare quello che ha fatto».

Patuelli: imprenditore e banchiere illuminato 

Antonio Patuelli, Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana, ha espresso «il più sincero cordoglio per la scomparsa di Ennio Doris, imprenditore e banchiere illuminato e fortemente innovativo, attento e sensibile contemporaneamente alla crescita aziendale, dei clienti e dei collaboratori». «Conserverò forte il ricordo di Ennio - ha aggiunto Patuelli - dei nostri dialoghi sulla cultura e le regole del mercato, per la crescita economica e sociale in una democrazia libera».
 

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